Con mascherine e controlli ma il festival è promosso «La cosa giusta per affrontare un momento come questo
La macchina organizzativa ha superato le difficoltà legate alle norme E il pubblico ritrova soddisfatto la platea con i filosofi in cattedra
il racconto
ALICE BENATTI
Sono da poco passate le 10 in Piazza Grande e Federico Leoni sta tenendo la sua lezione magistrale. «Sul sito le prenotazioni erano esaurite, invece c’è ancora tanto posto» – commenta una ragazza seduta sotto al portico, appena al di là delle transenne che recintano la piazza. E, in effetti, le sedute libere sono tante. Anche se è venerdì mattina, non è la piazza “brulicante” a cui siamo abituati. «Questo è un gran bell’evento ma purtroppo è diventato sempre più critico venire, prima sono arrivate le norme per l’antiterrorismo e ora quelle per il Covid – dice il modenese Fabio, in attesa di ascoltare la lezione di Simona Forti – vedo meno gente degli altri anni, solitamente il venerdì si parte piano. Ma le condizioni quest’anno non permettano di fare di più. Seguirò sicuramente anche qualcosa in streaming». Chi non può fare paragoni con le edizioni precedenti è Letizia, giovane docente di Scienze arrivata a Modena dalla Sicilia un mese fa e ora in attesa della chiamata della scuola. «È bellissimo come questa manifestazione, pubblica e gratuita, richiami in piazza tante persone per discutere di temi attuali che altrimenti sarebbero difficili da affrontare in modo individuale. Tornerò a casa con molti spunti di riflessione. Leoni, ad esempio, mi ha molto colpito quando ha detto che siamo solitudini frammentate senza soggettività».
Poco più in là, Marcello Coslovi e Alex Tabellini, che hanno preferito godersi la lezione al fresco lontano dai sanpietrini della Piazza, dicono di essere rimasti colpiti dal discorso del filosofo sull’automatismo degli insetti. «Sono stati interessanti soprattutto gli esempi della vespa e della zecca – dicono i due ragazzi. “Cioè?”. «La zecca, a differenza dell’uomo, ha una vita già definita che gira attorno alla non speranza. La vespa sa già dove colpire e come colpire il bruco, che non ha mai visto ma è il suo antagonista per eccellenza». Esame superato. E ad essere promosso è anche il Festival, che dai presenti raccoglie solo commenti positivi. Margherita Montipò si dice orgogliosa della modenesità di una manifestazione «che ci porta in tutta Italia e di cui avevamo bisogno per superare questo momento”. Sofia e Chiara, studentesse di Filosofia, plaudono l’organizzazione e, sul loro ospite preferito, non hanno dubbi: Galimberti. L’unica nota dolente sembra essere l’affluenza, come conferma Lello, titolare di “Rucola e Stracchino”, affacciato su Piazza Grande. E’ quasi mezzogiorno e non nasconde la delusione: «Non è colpa di nessuno ma stamane la Piazza è ancora vuota, sto per chiamare per dire a due dipendenti di non venire a lavorare – confessa – le persone hanno paura, speriamo in un sabato migliore». A due passi, sulla via Emilia, anche alla bancarella d’autore della Feltrinelli parlano di una giornata “molto tranquilla”. Sono da poco passate le 17 e, mentre Piazza Grande finalmente si riempie per Massimo Recalcati, il ragazzo dietro allo stand spiega che da lui il pomeriggio è stato "sotto tono" come la mattina. «Sinceramente da questa prima giornata non sapevamo cosa aspettarci, forse anche la posizione ci ha penalizzato. Ad ogni modo, qui al nostro stand sono venute poche persone. Sabato andrà meglio». È da poco terminata la lezione sul “data mining” (letteralmente “estrazione di dati”) di Stefano Quintarelli e una signora, Paola, si lascia andare a una riflessione: «questo è un argomento sul quale ero impreparata. Un’esposizione così chiara mi fa capire quanto ci si possa avvicinare ad argomenti sconosciuti quantomeno per capirne i concetti fondamentali. Il Festival è sempre straordinario è il fatto che, quest’anno, si sia riuscito a svolgere in presenza lo rende semplicemente incredibile». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google

