Quintarelli a Festival Filosofia «Mai come oggi l’uomo moderno è condizionato»
«Tutto sembra pensato su misura dei nostri bisogni ma questa gran comodità si può al tempo stesso trasformare in un male
MODENA «In Finlandia hanno deciso di insegnare i rudimenti dell’intelligenza artificiale all’1% della popolazione. Questo significa che in ogni situazione, intorno a loro, c’è qualcuno che ne capisce qualcosa. Lì insegnano questi principi all’interno delle scuole elementari! Possibile che in Italia ancora non si pensi di insegnare un po’ di principi di informatica a partire dai bambini? Almeno dalle medie.
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Quand’è che mettiamo mano ai programmi scolastici?». Applausi. «Ho fatto una legislatura e mi sono accorto che in Parlamento c’erano tantissimi avvocati, un po’ di imprenditori, pochi ingegneri e una quasi totale assenza di informatici. Su questi temi manca una consapevolezza da parte della politica, che però, attenzione, risponde alle domande dei cittadini. Con i soldi che arriveranno dall’Europa, quanti oggi hanno un disegno politico nei confronti dell’approccio alla digitalizzazione? Non c’è perché gli elettori non lo chiedono. I tempi dipendono da noi». Applausi.
Non le manda a dire Stefano Quintarelli, membro del Gruppo di esperti ad alto livello sull’Intelligenza artificiale per la Commissione Europea, dopo la sua lezione magistrale “Data Mining. Il marketing degli intermediari tecnologici”. Secondo lui oggi assistiamo alla diffusione del luogo comune che vede Internet come uno strumento di disintermediazione quando, in realtà, ad essere cambiata è la tipologia di intermediazione. «Che Internet fosse uno strumento di disintermediazione era vero alcuni decenni fa, ora è uno strumento di reintermediazione che sostituisce gli intermediari precedenti con nuovi intermediari digitali– spiega – noi pensiamo di essere autonomi, di non essere condizionati, ma lo siamo molto». Quintarelli sottolinea come, grazie alla grande capacità di calcolo e di profilazione, se prima avevamo una segmentazione del messaggio che era “grossolana” (si pensi a quando i partiti politici, veicolavano i loro messaggi su Rai 1, Rai 2 o Rai 3), oggi abbiamo “la Bestia” o altri meccanismi analoghi che vanno a "toccare" la persone con messaggi calibrati sui loro interessi e paure. Tutto è pensato su misura degli individui. È bene o male? «È bene nel momento in cui mi viene consigliato il collare nuovo per il nuovo cane, che è esattamente quello che mi serve - risponde Quintarelli - è male perché chi ha queste informazioni, ad esempio Amazon, è in vantaggio rispetto al negozio sotto casa che magari vende la stessa cosa, a meno, ma la persona non lo sa perché il suo messaggio non le arriva e, quello stesso negoziante, non dispone delle stesse informazioni sui suoi clienti». —
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