Via Fratelli Cervi La raccolta firme per salvare il pioppo parte con il botto
Oltre un centinaio durante la prima uscita pubblica «L’esemplare è sano: non vogliamo che lo abbattano»
Era partita come l’iniziativa di un gruppo di residenti che abita all’ombra del maxi pioppo di via Fratelli Cervi. Si è estesa come mobilitazione che coinvolge tutta la città. Tanto che ieri pomeriggio, alla prima uscita pubblica, il comitato ha raccolto oltre 100 firme, tra la visita di altri comitati “fratelli”, come “Salviamo gli alberi” capitanato da Alice Aldrovandi, il suono di una cornamusa da parte di uno dei promotori della protesta e un continuo via vai di persone che per tutto il pomeriggio ha assiepato il banchetto.
Il comitato “Pioppa monumentale” si definisce “gruppo apolitico liberamente costituitosi per la tutela del pioppo” si pone l’obiettivo di sospendere l’abbattimento del pioppo, deciso dall’amministrazione comunale, a meno che non emergano motivazioni valide per farlo. «Motivazioni che, finora, non sono state illustrate dal Comune», dicono i componenti del comitato.
È possibile firmare tutte le mattine al civico 18 di via Dorando Pietri.
Il comitato, già una volta, è riuscito a evitare il taglio della pianta, il cui abbattimento costerebbe alle casse pubbliche 10mila euro. Decisivo l’intervento della Lipu, i cui volontari hanno sancito l’esistenza di numerose forme viventi fra quei rami, nel periodo dell’anno in cui si voleva procedere. L’azione da parte del Comune, sollecitata da alcuni residenti che hanno contattato e incontrato la Giunta, è stata così rimandata a quest’autunno. Ma i residenti tramite la petizione e un calendario di eventi in preparazione, contano di fare nuovamente cambiare idea all’amministrazione.
Il comitato ha chiesto un incontro all’assessore al Verde, Andrea Artioli il quale ha garantito che incontrerà i residenti. I promotori della petizione domandano che vengano effettuate delle analisi, nel caso si decida andare avanti, e di agire solo “se esista un reale pericolo per l’incolumità dei cittadini”. Chiedono, inoltre, che sia fatta tutta la manutenzione necessaria.
«Non si possono abbattere e sostituire alberi sani con alberelli di media altezza semplicemente propagandando una sensibilità dell’amministrazione al verde pubblico - aggiunge il comitato - Le piante ad alto fusto sono un esempio di arredo, bene storico, ecologico e pubblico. Il pioppo supera i 20 metri di altezza per 385 centimetri di circonferenza. Ha oltre 70 anni e ospita diverse specie di uccelli. Esisteva quando questa parte a sud di Carpi era ancora campagna. Infatti, è adiacente a un’abitazione ristrutturata a civile. In origine le piante erano due, ma venne effettuata una donazione di terreno al Comune per creare un passaggio per arrivare alle scuole Tonelli. Così una delle due fu sacrificata». —
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