Gazzetta di Modena

Modena

Esplosione nella notte in piazza Rubati 10mila euro dal bancomat

Saverio Cioce
Esplosione nella notte in piazza Rubati 10mila euro dal bancomat

Banda assalta la Bpm a Mirandola e fugge lasciando parte del bottino Ennesimo colpo con l’acetilene nella Bassa su cui indagato i carabinieri 

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il furto

mirandola

Un boato nella notte ha svegliato gli abitanti mirandolesi. A esplodere è stato il bancomat del Banco San Geminiano e San Prospero - Bpm in piazza Costituente che è stato forzato usando il gas inserito nelle fessure da cui esce il denaro e poi fatto esplodere. Secondo una prima stima il bottino ammonta a circa 10 mila euro.

La banda, secondo le prime ricostruzioni, è entrata in azione poco dopo le 2, nell’orario in cui sono minori i controlli. I malviventi hanno agito nel deserto della piazza vuota, sono entrati nell’atrio della banca e hanno operato con precisione. Hanno immesso acetilene con una cannula nelle fessure e al momento giusto è stato attivato l’innesco; l’esplosione immediata ha divelto il coperchio della cassaforte in cui vengono custodite le banconote.

I banditi hanno arraffato tutto quello che potevano ma hanno lasciato anche una parte del bottino incastrato dentro all’impianto, preferendo far perdere le tracce con una fuga a tutta velocità.

Sul posto è arrivata prima la guardia giurata della Coop Service e subito dopo gli uomini in divisa. In una Mirandola assonnata e impaurita molti si sono affacciati alle finestre. C’è qualcuno che assicura di aver visto una vettura scura correre verso la periferia. Testimonianze e immagini degli impianti di videosorveglianza sono all’esame dei carabinieri che stanno visionando i fotogrammi, ma visto il buio è difficile che emergano particolari.

Le indagini, condotte in prima persona dai militari dell’Arma di Carpi e Mirandola, non trascurano alcuna pista per verificare le analogie. Da una parte c’è il colpo realizzato a Medolla quasi due settimane fa, usando una maggiore quantità di acetilene: il boato fu stato sentito sino a Mirandola. Ma in quel caso lo sportello si affacciava direttamente sulla strada e quindi i malviventi si sono giocati il tutto per tutto per scardinare i fermi in acciaio e avere mano libera sulla vaschetta delle banconote, pronte per essere erogate.

«Probabilmente - ragionano gli inquirenti - se avessero usato le stesse quantità anche a Mirandola avrebbero almeno lesionato i vani superiori».

Non è il solo dettaglio su cui stanno lavorando perché nelle ultime settimane quella che sembra essere la stessa banda è entrata in azione ogni volta in una zona diversa della Bassa battendo i centri tra le province di Modena, Ferrara, Reggio e Mantova, su entrambe le sponde del Po. Pare che il fiume sia il loro punto di riferimento per far perdere le tracce. C’è chi parla di una banda di slavi, che si spostano in fretta. Gente che arriva dall’Est, specializzata nell’uso di armi e esplosivi. Restano le tracce degli scoppi, forse qualche innesco, ma gli indizi sono veramente pochissimi. —



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