Modena saluta Stanguellini «Il ricordo è un privilegio»
Un centinaio di amici e parenti si stringe intorno al 76enne nella chiesa di Cognento «La famiglia valore fondante e la passione per le vetture»
C’è una foto scattata nel 1987 davanti alla salumeria Giusti, che raffigura i soci del rinato Circolo della Biella. Francesco Stanguellini sorride seduto su una delle vetture prodotte dall’azienda di famiglia, rossa. Ieri mattina sul sagrato della chiesa di Cognento ne è stata scattata un’altra di foto: più o meno le stesse persone (o i loro discendenti) attorniavano anche in questo caso una macchina rossa, seduto sulla quale c’era però Simone, il figlio di Francesco, del quale si erano appena celebrati i funerali. Sulla carrozzeria una S blu su fondo giallo, quasi un serpente. Circa un centinaio di persone hanno partecipato ieri alle esequie di Stanguellini, scomparso l’altro giorno a 76 anni, malato da tempo.
Tra i presenti c’erano i tre appassionati che per primi diedero vita al Circolo della Biella, i soci fondatori Edilberto Mandelli, Vittorio Setti e Renzo Raimondi: un sodalizio di cui Stanguellini fu il primo Presidente. C’erano poi gli ex assessori comunali Giacobazzi e Cottafavi, i figli di Umberto Panini, Carlo Rinaldi, Romolo Raimondi, Renzo Bompani. E poi Lauro Malavolti, Adolfo Orsi e tanti altri, compresi alcuni ex dipendenti della Stanguellini.
«Un uomo che aveva come valore fondante la famiglia - ha detto nella sua omelia il parroco di Cognento don Tommaso - riservato, buono e disponibile, per il quale la passione per le auto era un valore da custodire per il futuro». Stanguellini aveva partecipato a numerose gare con le auto d’epoca; «anche una Carrera Panamericana, e portato il suo entusiasmo nel Circolo della Biella, dove aveva instaurato - hanno spiegato gli amici - un rapporto bellissimo con tutti, aprendo poi a metà anni Novanta il Museo Stanguellini che è diventato una tappa fondamentale della Motor Valley». «Aveva già visto nel nipote Vittorio, figlio di Simone, la continuazione della specie, quando per la prima volta all’età di un anno questi posò le mani sul volante di una delle auto di famiglia. Abbiamo avuto la fortuna di conoscerlo - Matteo Panini ha concluso così il suo discorso di commiato - e ora abbiamo il privilegio di ricordarlo». —
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