Gazzetta di Modena

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Don Umberto Lumetti da 40 anni sempre presente

Alfonso Scibona
Don Umberto Lumetti da 40 anni sempre presente

Il parroco della Madonna di Sotto ha celebrato con i fedeli l’anniversario del suo arrivo «Mi manca la mia famiglia ma sono felice che il vescovo abbia scelto di lasciarmi ancora qui» 

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la storia



Una festa il linea con il suo carattere, schivo e riservato, quella che ha visto domenica al centro della scena don Umberto Lumetti, in occasione del 40° anno di permanenza nella parrocchia Madonna di Sotto.

Nativo di San Cassiano, sull’Appennino reggiano, classe 1935 (ha già compiuto 85 anni), don Lumetti è stato ordinato sacerdote il 29 giugno del 1963 e il suo primo periodo di sacerdozio lo ha trascorso come direttore della casa San Giuseppe Cafasso, a Corciano, in provincia di Perugia, dove è rimasto per circa 10 anni. Il secondo periodo lo ha visto cappellano al penitenziario di Pianosa, tra il 1974 ed il 1978. Nel successivo, prima di arrivare a Sassuolo ed a Madonna di Sotto, è stato vice direttore alla casa di accoglienza dei “Servi della Chiesa” a Baggiovara tra il 1978 e il 1981.

Domenica, nella “sua” parrocchia, sono intervenuti a salutarlo il massimo dei parrocchiani che poteva contenere in questo periodo la chiesa di Quattroponti, ma comunque un numero elevato per farlo emozionare.

«Sono contento di essere da 40 anni in questa parrocchia - ha detto - perché ho trovato delle persone degne di essere cristiane, buone e brave e quindi con mio fratello don Achille sono felice di aver vissuto qua. Provo un po’ di nostalgia e l’emozione la sento, perché sono rimasto solo. Mi resta un fratello missionario a Torino, che viene ogni tanto a trovarmi. Mi sento circondato da tante persone brave, ma provo soprattutto il vuoto dell’affetto della famiglia che non ho più. Ringrazio il Signore di tutto, in particolare delle suore che mi hanno assistito e continuano a farlo: sono molto importanti nella mia vita di oggi».

A Madonna di Sotto, che diventa “l’Unità pastorale 44/B”, insieme ad Ancora e Braida, arriveranno alcuni sacerdoti, tutti molto giovani che si divideranno tra questa nuova realtà e l’unità pastorale del centro. «Speriamo che i giovani in arrivo a Sassuolo - aggiunge - continuino questa missione e spero che tutti continuiamo a volerci bene, l’importante è quello, e cerchiamo di far del bene a chi ha bisogno. Penso di aver seminato qualcosa, non tanto ma qualcosa di sicuro e la conferma è che tutti qui mi vogliono bene, lo sento, quindi io ringrazio il Signore per questo».

Personaggio riservato, Don Umberto ha sempre vissuto nella preghiera e a fianco del suo fratello più caro, don Achille parroco della stessa parrocchia, morto nel marzo del 2015. La coppia di sacerdoti ha fatto la storia moderna della Madonna di Sotto, prima di essi retta dai frati cappuccini. Dal loro arrivò la spinta per l’organizzazione del gruppo giovanile, che ancora oggi conserva i suoi frutti. La sua propensione verso chi soffre lo ha portato a diventare il cappellano dell’ospedale cittadino già nel 1998, incarico che conserva tutt’ora.

E don Umberto, anche dopo la creazione dell'unità pastorale nord, rimarrà al suo posto. «Il vescovo mi ha detto “tu rimani qui” - conclude - anche se verrà un altro sacerdote come parroco. Ne sono felice. È una decisione giusta perché io ho 85 anni e sono anziano, allora c’è bisogno di un altro sacerdote». —

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