La prima Casa della Salute di Modena «Qui anche i colori curano i pazienti»
Inaugurato il moderno edificio multicromatico di 4 piani alle spalle della stazione dei treni. Ospita 50 ambulatori
Chi, guidando distrattamente dietro la stazione dei treni in questi mesi, si è chiesto cosa fosse quell’edificio colorato, ha la sua risposta: ieri ha inaugurato la prima Casa della salute in città. Un edificio di 4 piani (più parcheggio interrato) costato 7,4 milioni finanziato da Regione e Stato.
Non è un ospedale. Questo punto deve essere chiaro, ma un centro nevralgico per l’assistenza territoriale in cui trovano spazio diversi professionisti della sanità pubblica. È il primo in città e sarà seguito da altri due, uno all’ex ospedale Estense e uno in via Panni (Ex Charitas). In particolare qui, siamo proprio di fronte all’ingresso Porta Nord della stazione, troveranno posto diversi ambulatori, dal consultorio familiare alla Neuropsichiatria infantile, dal Servizio diabetologico alla Psicologia familiare, senza dimenticare gli ambienti dedicati alla dermatologia, il punto prelievi ecc.
Ieri, alla presenza delle massime autorità civili e militari, si è svolto il taglio del nastro di quello che è un edificio all’avanguardia. Partiamo dall’esterno. Quei colori e quella strana architettura possono apparire come un vezzo stilistico, in realtà hanno un significato. I frangisole esterni sulle facciate più esposte al sole hanno diverse inclinazioni, studiate per schermare la luce estiva e lasciar passare quella invernale, risparmiando energia. A questo stratagemma, si aggiungono pannelli solari e fotovoltaici, materiali ecocompatibili che rendono l’edificio Classe Energetica A4, la più alta realizzabile. Una volta entrati, ci si trova in un open-space al pian terreno; dal centro, come in una galleria verticale, si possono vedere tutti i piani superiori. Anche all’interno il colore è fondamentale, uno studio cromatico ideato appositamente «per rispondere alle più recenti teorie di benessere nei luoghi di cura, basate sulla percezione intellettiva involontaria dell’adulto e del bambino, che genera una sensazione di tranquillità e di predisposizione positiva al percorso di cura», spiega Ausl. Anche le dimensioni sono importanti. Sui 4 piani operativi (il quarto ospita il piano tecnologico) sono distribuiti in totale 50 ambulatori per una superficie totale 2.500 metri quadrati. Dal 17 settembre sono già operativi i primi servizi aperti ai cittadini, a breve si andrà a pieno regime e al lavoro ci saranno 80 professionisti della sanità. Ed è proprio a loro che ieri il sindaco Gian Carlo Muzzarelli e governatore Stefano Bonaccini hanno voluto affidare il simbolico taglio del nastro, di una struttura che, come raccontato da Antonio Brambila, direttore generale dell’Ausl, sarà un passo verso il futuro della sanità.
«La collaborazione che abbiamo instaurato a livello territoriale durante l’emergenza - spiega Brambillla - trova nelle Case della Salute una delle migliori espressioni: qui lavorano fianco a fianco una pluralità di professionisti sanitari, il mondo del sociale e il volontariato, per costruire un nuovo modello di sanità capace di fare rete per essere più vicina ai nostri cittadini, per ascoltarli e prendersi cura in maniera globale del bisogno di salute di ciascuno. Questo è uno spazio fondamentale di integrazione, per garantire ai cittadini non solo il percorso di cura più adeguato, ma un accompagnamento continuo nelle diverse fasi di vita e fasce d'età, in un luogo vicino, accessibile, accogliente come mostrano anche le scelte architettoniche». —
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