Gazzetta di Modena

Modena

la sentenza. 704mila euro 

Coop Salvo d’Acquisto Gli ex amministratori condannati a pagare

F.D.

2 MINUTI DI LETTURA





Decreto ingiuntivo revocato e soprattutto pagamento di 704mila euro alla cooperativa Salvo d’Acquisto e ai suoi soci, ancora alle prese con la critica vicenda dell’urbanizzazione di via Borsellino. La sentenza è stata emessa ieri e dà torto alla società Sds, che rivendicava il pagamento di un’importante quota economica per alcuni servizi forniti. Il giudice ha però tenuto in considerazione che della Sds fossero soci anche alcuni amministratori della coop Salvo d’Acquisto. Non a caso l’avvocato Luca Caselli dello studio Seidenari ha ribadito in più passaggi il conflitto d’interessi relativo a Patrizia Benedetti, presidente del consiglio di amministrazione della coop e amministratore di fatto di Sds; e delle figlie, una delle quali era amministratore unico della Sds senza però averlo mai comunicato ai soci della cooperativa che lo vennero a scoprire soltanto in sede di discussione del bilancio annuale.

Sulla vicenda è inoltre incardinato un procedimento penale che ha portato alla richiesta di rinvio a giudizio di diversi componenti della Sds e nel 2017 annotò anche un sequestro preventivo.

Nel frattempo la Salvo d’Aquisto è stata messa in liquidazione ma con la mediazione del Comune i compratori degli alloggi - 42 famiglie in totale - hanno potuto in gran parte intraprendere un percorso di riscatto e di acquisto, senza veder sfumare gli iniziali acconti, utili ad aggiudicarsi le case.

L’assessore all’Urbanistica, Anna Maria Vandelli, ricordò - ai tempi della prima delibera autorizzativa alla vendita - come l’intervento del Comune si fosse reso necessario “per le condizioni economiche in cui versava la cooperativa, in seguito a una gestione oggetto anche di azioni giudiziarie. E questo metteva a rischio anche l’investimento e i risparmi delle famiglie che risiedono negli alloggi e che hanno anticipato ai soci promotori della cooperativa forti somme di denaro destinate all’acquisto degli immobili. Le famiglie hanno lamentato di aver ricevuto errate informazioni rispetto alla regolarità del contratto che avrebbero dovuto stipulare, al punto da aver presentato denuncia ed estromesso dalla società i soci promotori”. —

F.D.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google