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pavullo. l’assessore alla sanità donini 

Il Punto nascita riapre sul serio La Regione ha indicato le tappe

Daniele Montanari
Il Punto nascita riapre sul serio La Regione ha indicato le tappe

I Comitati che si sono battuti per riavere il reparto funzionante sono scettici «Struttura svuotata: mancano ginecologi, anestesisti, ostetriche, sala operatoria»

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PAVULLO

Il nuovo assessore regionale alla Sanità Raffaele Donini ha chiesto alle Ausl interessate (Modena, Bologna, Reggio e Parma) di fornire entro Natale «il layout dei siti dove ricreare le sale parto, le sale operatorie e tutte le dotazioni necessarie» per riaprire i Punti nascita a Pavullo, Porretta, Castelnovo Monti e Borgotaro.

L’annuncio è stato dato ieri in consiglio regionale in risposta alla consigliera 5 Stelle Silvia Piccinini. Così la Regione conferma di riaprire i reparti e per la prima volta indica una data. Sul tema si è svolto un vertice con leAusl il 9 settembre, per avviare una sperimentazione che consenta a un “largo numero” di donne di partorire in montagna “su base volontaria”.

Manca però ancora il protocollo di gestione: «È tuttora in corso un approfondimento per arrivare alla sua definizione superando le criticità – ha sottolineato Donini – Il confronto non ha potuto concludersi nei tempi previsti a causa dell'epidemia». Intanto, i comitati pro ospedale incalzano: «Ci chiediamo concretamente come s'intenda operare per la riapertura – osserva Gaetano Vandelli di Pavullo 95 – sia a livello strutturale, dato che a Pavullo non c'è più una sala operatoria dedicata al parto, che di personale, visto che mancano figure professionali essenziali. Bisognava mantenerlo e non distruggerlo il nostro Punto nascita d’eccellenza. L’ex assessore Venturi ci disse che un giorno l’avremmo ringraziato per la chiusura nel 2017: ebbene, non lo ringraziammo allora, non lo ringraziamo adesso e non lo rimpiangiamo neppure. Speriamo solo che Donini sia meglio di lui, e che faccia quello che ha promesso. La cosa fondamentale è che la riapertura non sia legata a numeri minimi di parti che in montagna è impossibile raggiungere».

Maria Cristina Bettini (Comitato “Salviamo l'Ospedale di Pavullo”) il 18 luglio ha inviato una lettera in Regione elencando le questioni aperte. «Intanto – spiega – voglio capire se la normativa vigente obbliga a realizzare a Pavullo una terza sala operatoria, e poi come s’intende procedere per reintrodurre il personale indispensabile, H24: ginecologo, anestesista e ostetriche. E voglio capire anche se il Comune di Pavullo e l'Unione hanno effettivamente inviato all'Ausl la richiesta di riattivare il ginecologo a seguito degli impegni assunti in Consiglio. Ma la questione chiave è che il Punto nascita di Pavullo non può essere considerato alla stregua degli altri, per la specificità territoriale e del bacino d'utenza. Non c'è bisogno di una sperimentazione qui, basta applicare la deroga prevista per legge. Basterebbe che la Regione correggesse gli errori di valutazione fatti dal Ministero nel 2017, come il passaggio dove si dice che a Pavullo non è possibile fare esami di laboratorio urgenti. Quando qui in realtà c'è un laboratorio la cui eccellenza è riconosciuta da tutti». —

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