Nuovi supermercati in vista «Il Comune dica basta»
Almeno altri tre progetti potrebbe presto decollare. L’ira delle associazioni Il più papabile all’ex Molly in via Marx, ma anche Romana e Cibeno sono appetibili
«Il Comune deve mettere dei paletti; nell’incontro che avremo la prossima settimana porteremo sul tavolo la questione dei possibili nuovi supermercati che si dice apriranno in più luoghi della città, forse almeno tre. E non ci siamo dimenticati della Ztl».
L’ascia di guerra per l’introduzione della Ztl non è ancora stata sotterrata, ma le associazioni di categoria sono pronte per una nuova battaglia. A livello informale, infatti, perché sul piano ufficiale potrebbero trascorrere ancora un paio di settimane prima che le richieste vengano declinate in Comune, i proprietari di tre distinte superfici in città hanno manifestato la volontà di approntare delle modifiche e di andare avanti nella realizzazione di piani distinti. Questo quando soltanto da poche settimane è stato inaugurato il nuovo centro commerciale da 90mila metri quadri.
Si tratta di progetti molto differenti fra loro, ma accomunati dalla realizzazione di un supermercato alimentare, con superficie compresa fra i 2500 e i 1500 metri quadri. Il più papabile, perché comporterebbe un consumo di suolo pari a zero, sarebbe un eventuale nuovo punto vendita dove sorge l’ex maglificio Aliz, prima ancora Molly, in via Carlo Marx.
Una delle altre due zone interessate è a superficie vicina all’ex Steton sulla Statale Romana Nord, direzione Fossoli, ma qui la trasformazione del paesaggio sarebbe molto radicale. Spostandosi a est, a Cibeno, da tempo giace nel cassetto un piano realizzato dall’ingegner Massimo Barbi, che prevedeva la costruzione di nuove villette in prossimità del sottopasso. Qui, un nuovo supermercato è già nato: si tratta dell’Md, ma non è escluso ne possano sorgere altri.
«La materia sarà certamente oggetto di delucidazioni - conferma Francesco Stagi, direttore di Cna - Mi sembra ci siano già abbastanza supermercati».
«A meno che un negozio non sia di nicchia, ovvero di una categoria merceologica inesistente a Carpi - aggiunga Daniele Gilioli, presidente di Confcommercio - noi siamo contrari. L’offerta a Carpi è in overdose. Quello che manca è la domanda. Ed eravamo già contrari ai nuovi negozi che hanno aperto nel quartiere Interspar».
«Il centro storico muore - attacca Wainer Pacchioni, presidente di Confesercenti - Il Comune deve prendere in considerazione che esiste soprattutto il centro e deve, pertanto, aiutare la riqualificazione del cuore della città. L’amministrazione deve mettere dei paletti, lo chiederemo forte e chiaro al prossimo incontro, dove si parlerà, chiaramente, di Ztl, che si è confermata una sperimentazione indegna».
Un altro punto su cui si batterà il chiodo, e che è stato il nodo centrale di un direttivo di Confesercenti che si è svolto ieri, è il mercato coperto. «Quest’immobile deve mantenere una vocazione alimentare - prosegue Pacchioni - Questa è proprio la categoria che manca al centro e su cui dobbiamo insistere. Non va bene il messaggio di apertura a tutto e a tutti senza distinzioni lanciato dal Comune». —
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