Centrale dei vigili, ultimi strascichi per gli espropri Poi via al cantiere
La struttura ospiterà la Polizia locale nel quartiere Braida Il Comune intanto sta chiudendo i “conti” con gli ex inquilini
Daniele Dei / SASSUOLO
Tra circa un mese il cantiere per la nuova sede della Polizia locale di Sassuolo prenderà il via. Ultimi preparativi all’ufficio tecnico del Comune per avviare un’opera di cui si parla ormai dal 2009, quando la giunta di Graziano Pattuzzi ordinò lo sgombero del palazzo di via San Pietro 6, poi raso al suolo, al centro di polemiche e controlli in quanti diventato luogo di microcriminalità e ad alto disagio abitativo. Oltre tre milioni di euro di investimento faranno sì che quella che era un’area degradata diventi presidio di legalità, grazie a una struttura efficiente ed ecosostenibile da 1800 metri quadrati di uffici, a cui se ne aggiungeranno 900 di seminterrato, in cui ci saranno anche una sala convegni e uno spazio dedicato alla Protezione civile. Come però era accaduto già nei mesi passati, il Comune oltre a dover preparare l’aspetto tecnico dei lavori, sta ultimando gli ultimi strascichi legali legati ai residenti e proprietari degli appartamenti del “palazzaccio” i quali si erano rivolti alla magistratura per ottenere dal municipio delle cifre congrue non considerando l’azione come un esproprio ma un vero e proprio atto di acquisto. Proprio in questi giorni gli avvocati di via Fenuzzi hanno chiuso altri due procedimenti successivi delle sentenze definitive della corte di Appello di Bologna in cui, come è successo anche in passato, si è dovuto però fare un laborioso calcolo per capire quanto il Comune avrebbe dovuto versare ai proprietari ma anche le loro situazioni di morosità nei confronti dell'amministrazione, in modo da bilanciare le uscite. Il Comune aveva già depositato presso la Direzione Territoriale dell’Economia e delle Finanze di Modena delle somme per coprire le richieste del giudice emesse nel 2017. In particolare, una coppia di coniugi, Elhassania Aknou e Boujemaa Triay, avrebbe dovuto ricevere 18.360 euro a testa, di cui 9.720 già depositati. Avendo però accumulato ciascuno morosità per 104,39 e 16.270,69 euro, questione tra l’altro oggetto di un’ulteriore contestazione della cartella esattoriale presso il Tribunale di Modena, alla fine risulta che il Comune dovrà versare 8.535,61 alla moglie e incassare 7.630,69 dalla Direzione Territoriale dello Stato come compensazione dei debiti del marito. Discorso simile per un altro proprietario, Hassan Rafik, il quale ha ottenuto il diritto a un risarcimento di 39.440 euro di cui 21.060 già depositati. Avendo però un debito di 26.305,33 euro con il Comune, anche questo oggetto di disputa nel tribunale modenese, l’ex proprietario incasserà sì la cifra svincolata ma non riceverà un euro in più. Anzi, sarà il Comune a incassare dalla Direzione Territoriale dell’Economia 7.925,33 depositati dal Rafik stesso per coprire le morosità. Siamo agli sgoccioli di una vicenda annosa e di difficile gestione per cui la posa della prima pietra sarà per molti un momento di sollievo. —
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