Emission Trading System: le regole sui prezzi della CO2
Dal primo gennaio prossimo è prevista la quarta fase e il settore ceramico rischia di perdere i contributi di cui ha potuto godere finora
I settori ceramici sono stati riconosciuti esposti a un elevato rischio di trasferimento (fuori dall’Unione Europea) delle emissioni di CO2 (il fenomeno si definisce carbon leakage) e beneficiano di quote di emissione (EUA) a titolo gratuito o di rimborsi da sovraccosti dell’energia elettrica. Nonostante questa copertura il settore ceramico italiano ha visto negli anni aumentare il deficit tra le emissioni da compensare e le quote ricevute gratuitamente, con un impatto economico di 7,8 milioni di euro per il solo 2019. E dal primo gennaio 2021 cosa succederà visto che la ceramica non sarà più a quanto pare uno dei settori produttivi ai quali sono concessi questi aiuti in base al Green Deal della Ue? Il sistema per lo scambio delle quote di emissione dell’Unione (Emission Trading System-UE ETS) è un sistema istituito nel 2005 che persegue il contenimento delle emissioni di CO2 grazie alla definizione, a livello comunitario e del singolo impianto, di un tetto emissivo massimo e di prezzi dell’anidride carbonica (indicati alla tonnellata). Il sistema è nell’attuale terza fase (2013-2020) ed è in procinto di entrare nella quarta fase (2021-2030). Attualmente 116 impianti dei settori piastrelle (77 in tutto), laterizi, refrattari e sanitari sono soggetti alla Direttiva ETS. Se il Covid-19 ha cambiato i paradigmi a cui eravamo abituati in tutti i campi, ripetono da Confindustria Ceramica, non si potranno dunque non tenere in attenta considerazione le reali potenzialità tecniche ed economiche di riduzione delle emissioni di ciascun settore industriale e soprattutto calibrare gli obiettivi e gli strumenti in funzione del mutato quadro internazionale; il tutto al fine di garantire eque condizioni di concorrenza e preservare la competitività europea a livello globale.
Va detto poi che l’Italia è uno dei pochi Paesi a livello europeo ad avere adottato delle misure equivalenti all’ETS per tutelare le imprese con emissioni di CO2 minori di un certo quantitativo; il che assicura a queste industrie semplificazioni amministrative e un contenimento dei costi. Ben 108 soggetti hanno deciso di aderire a queste misure (52 sono aziende di piastrelle e 56 di laterizi) anche per la ormai imminente quarta fase dell’Emission Trading System. —
G.M.
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