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Antonio l’infaticabile A 91 anni non molla e zappa la terra negli orti sul Secchia

Alfonso Scibona
Antonio l’infaticabile A 91 anni non molla e zappa la terra negli orti sul Secchia

«Il segreto di tanta energia? Il merito è tutto di mia moglie» Un esempio per gli altri coltivatori e i soci del circolo Tassi

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«Mangiare poco e soprattutto verdura, lavorare molto e camminare tanto». E' l’insegnamento di una persona alla quale amici e conoscenti chiedono come abbia fatto ad arrivare in salute ed abilità fino a 91 anni, festeggiati l’altro giorno. Lui è Antonio Bertacchini, nato il 4 settembre 1929 ed oggi il più anziano socio “attivo” degli orti di Sassuolo.

Originario di Brandola di Polinago e nato a Pavullo, Bertacchini è arrivato a Sassuolo a 7 anni, dopo la morte del padre, insieme alla mamma ed una sorella (le altre erano già sposate). «Ho sempre amato la terra - racconta - e quando avevo 8/9 anni ero già al lavoro in campagna, per aiutare la famiglia. Poi, crescendo, dopo aver evitato il servizio militare come unico sostenitore dei miei, ho trovato lavoro come scavatorista in una ditta che aveva in appalto interventi sulle autostrade e dopo qualche tempo sono tornato a casa, ho comprato uno scavatore ed ho continuato lo stesso lavoro».

Esperienze anche in ceramica, senza abbandonare la terra. «Quando sono tornato a Sassuolo - continua - ho trovato lavoro nella ceramica di Silvio Bellei, quello che aveva la passione degli aerei (la Novabell) e per lui ho lavorato diverso tempo, fino a quando non sono andato in pensione. Intanto la mia passione per coltivare verdure ed ortaggi cresceva ed ho trovato un pezzo di terra da fare l’orto nel reggiano, zona Castellarano».

Sposato con Anna Severi dal 1951, padre di Romano (64 anni) e Lorella (53 anni), Bertacchini ha anche maturato negli anni un’altra passione, il volontariato per i suoi, chiamiamoli così “coetanei”. E' infatti uno dei più attivi soci al circolo per anziani Tassi di via Repubblica dove non manca mai quando ci sono feste o eventi con un certo numero di presenze. «Non sono uno che sta senza far niente - spiega - e se c’è da rendersi utile io sono sempre pronto anche prima del 1987, anno in cui ho raggiunto la pensione».

Con gli amici degli orti “sud” si trova due o tre volte alla settimana e, oltre alle chiacchiere, “se c’è da zappare, prima si zappa”. La stima dei compagni è senza dubbio elevata e tutti gli riconoscono una vitalità impensabile per la sua età. «È un vero esempio e per certi versi qualcuno di noi lo invidia - dice il coordinatore del gruppo Damiano La Placa - per la costanza e la dedizione che mette in questo suo hobby, che tiene tutti in allenamento: ma lui ha 91 anni suonati».

Il ringraziamento di Antonio Bertacchini per essersi conservato in saluto va alla moglie Anna. «È grazie a lei ed alla sua dedizione - conclude - se sono ancora in forma ed è giusto ringraziarla anche pubblicamente per quello che fa ogni giorno, anche in cucina, preparando i piatti che seguono la mia filosofia di vita. Grazie anche agli amici degli orti, coi quali trascorro ore di relax, senza dimenticare che prima, c’è da lavorare». —



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