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L’esperto 

«Calpestati i diritti di ragazzi nati qui Lo Ius soli è l’unica soluzione»

G.F.

L’avvocato Vandelli: «Solo così potremmo  offrire stabilità a persone che invece possono  essere ricattate sul lavoro»

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«La sanatoria non ti dà la cittadinanza. Basterebbe lo Ius soli per risolvere la situazione».

Il legale Maria Elisabetta Vandelli ha una visione tanto ampia quanto critica.

«Il decreto Salvini del 2018 ha tolto il permesso di soggiorno per motivi umanitari - evidenzia l’avvocato - e quindi molti stranieri sarebbero caduti nell’irregolarità. Guarda caso arriva la sanatoria, che permette di livellare il numero degli irregolari. Le leggi italiane danno agli stranieri molti meno diritti, tralasciando la questione di costituzionalità. Fanno piombare i cittadini stranieri nell’irregolarità. Quando ci sono troppi irregolari, arriva la sanatoria e si distribuisce qualche permesso di soggiorno».

Permessi di soggiorno che non sono sinonimi di cittadinanza. «Molti riusciranno a chiedere la cittadinanza italiana tra dieci anni - avverte Vandelli - Le leggi italiane non solo aumentano il numero degli irregolari, ma rendono anche più precaria la condizione giuridica per avere un permesso di soggiorno».

Due i principali ostacoli: un reddito minimo e un contratto. «In caso contrario, siamo tutti nell’irregolarità - spiega l’avvocato - anche se siamo in Italia da dieci o vent’anni. Magari diventiamo irregolari per colpa della crisi economica o perché non siamo mai riusciti ad avere adeguati livelli di reddito». Il legale utilizza la prima persona. Da avvocato di strada, ha seguito storie e persone prima ancora che casi e pratiche.

«In Italia è discriminato lo straniero più fragile - rimarca il legale - La sanatoria si rivolge principalmente ai cittadini stranieri richiedenti asilo, soprattutto braccianti agricoli, che cercano di avere un permesso meno fragile. Sono tutte persone che lavorano già. Possono avere contratti a tempo indeterminato, al pari di un italiano, ma non hanno una condizione che garantisca loro il diritto di rimanere in Italia».

La sanatoria non è insomma una panacea. «Vedremo come sarà gestita dalle Prefetture e dalle Questura - prosegue l’avvocato - ma ci sono elementi che lasciano presagire molti contenziosi. Diverse Questure stanno rigettando già le richieste di sanatoria dei richiedenti asilo».

L’avvocato plaude al superamento dei decreti Salvini invocato da Roberta Pinelli, assessore all’Accoglienza e all’Integrazione. «Sarebbe già un bel passo avanti», commenta l’avvocato. La svolta sarebbe però estendere il diritto di cittadinanza con lo Ius soli.

«La misura risolverebbe da sola la questione - l’analisi di Vandelli - perché renderebbe cittadini italiani questi ragazzi prima dei 18 anni. Oggi purtroppo, anche se nasci in Italia, puoi arrivare alla cittadinanza solo dopo la maggiore età. Diventare cittadini italiani prima garantirebbe una stabilità di soggiorno a tutta la famiglia. Una stabilità scollegata dallo sfruttamento, dai ricatti lavorativi oggi subiti da tanti stranieri. I ragazzi si sentirebbero più integrati. Non dovrebbero andare a fare le file in Questura. Non sconterebbero di essere stranieri a casa loro. Non sono persone che mangiano alle nostre spalle».

Una garanzia in più per la società, una conquista giuridica. «Andrebbero introdotti diritti politici e civili anche solo per il permesso di soggiorno - esorta Vandelli - perché oggi tali persone sono totalmente escluse dai diritti sociali e politici. Non le trattiamo benissimo. Così quando arrivano ad avere la cittadinanza spesso vanno in altri Paesi».

Quanto ai tempi, la cronaca insegna che accelerare è possibile. «Oggi per la cittadinanza bisogna aspettare dieci anni più altri quattro di iter per decidere se concederla o meno - conclude l’avvocato - mentre il caso del calciatore Suarez mostra come non servono quattro anni per una pratica...». —

G.F.

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