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«Piccioni intrappolati» Verifiche dei pompieri sulle case in demolizione

E.P.
«Piccioni intrappolati» Verifiche dei pompieri sulle case in demolizione

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No, non c’era alcun animale rimasto intrappolato nella stecca di case operaie demolite in queste settimane in via Zanasi e via Tarozzi a Castelfranco Emilia. «Alcuni cittadini avevano infatti denunciato la presenza di animali bloccati in un edificio in corso di demolizione - ha spiegato la Lega Anti Vivisezione (LAV) della sezione di Modena, tramite una nota - grazie a un intervento dei vigili del fuoco di Modena, la Lav «ha potuto verificare l’assenza di situazioni di pericolo per animali selvatici o randagi».

A sollevare la questione, via Facebook, erano stati alcuni privati cittadini: «da venerdì scorso - si legge nel post - gli operai della ditta a cui è stato appaltato l’abbattimento delle due stecche delle case popolari di Castelfranco, hanno letteralmente murato vivi i piccioni residenti all’interno della stecca residua, adiacenti a via Zanasi, dal civico 62 al 70». Secondo parte della cittadinanza, che abita nelle zone limitrofe alle case operaie ora in demolizione, sarebbe stato udito un «canto straziante dei piccoli superstiti siti all’interno»

Ma la Lav ha fatto sapere, tramite l’intervento dei vigili del fuoco, che ogni sospetto di presenza animali era infondato. «È fondamentale, prima di interventi di demolizione o ristrutturazione, - conclude la nota diffusa dall’ente - accertarsi dell’assenza di animali che potrebbero restare feriti o uccisi dai mezzi meccanici utilizzati nelle operazioni. Lav invita i Comuni a predisporre norme di verifica preliminare da parte delle ditte incaricate di interventi invasivi sugli edifici, e invita i cittadini a segnalare potenziali situazioni di pericolo per gli animali».

E per quanto riguarda il caso specifico di Castelfranco, gli enti preposti erano informati tanto che sono state diverse le richieste di controlli recapitati in Comune proprio a tutela dei piccioni che avevano trovato alloggio nelle case operaie ormai abbandonate. —

E.P.

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