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Modena è il “traino” regionale nel lavoro nero e nell’evasione

La Cgil illustra le cifre 2019 riprese dalla Guardia di Finanza La nostra provincia cinque volte sul podio per attività illegali anche per i sequestri preventivi

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Eccellenze e motori o irregolari ed evasori? Il territorio modenese deve scegliere dove puntare per eccellere.

Dai dati 2019 della Cgil, il quadro non è eccellente. Modena risulta infatti la provincia con il più alto numero di lavoratori in nero scoperti (1.923 in regione). Seguono Forlì e Ravenna.

Nella graduatoria “lavoro in totale nero” Modena conduce davanti a Ravenna e Rimini. È soltanto bronzo invece alla voce “Evasori totali scoperti” (653 in Emilia Romagna), dietro Bologna e Ravenna.

Modena torna in testa nella graduatoria per l’evasione sull’Iva, precedendo Reggio e Ferrara. Un “traino” per l’intera regione, che risulta la prima in Italia al capitolo “valore dei sequestri preventivi eseguiti per recupero dai reati tributati”. Nel capitolo specifico, Modena è seconda dietro Bologna e davanti a Rimini.

Le tre province sul podio per mettono di raccogliere circa due terzi della cifra complessiva, lasciando alle altre sei province la suddivisione del restante terzo.

«Ben sappiamo che è da queste pratiche disoneste, che si alimenta il riciclaggio illegale e l'ingresso malavitoso, anche nei nostri territori», rimarca Franco Zavatti, rappresentante del coordinamento Legalità della Cgil.

Zavatti interviene anche a nome dell’associazione Ficiesse (Finanzieri Cittadini e Solidarietà), che ha ricevuto i dati direttamente dalla Guardia di Finanza.

Il sindacalista pondera il “peso” delle cifre. «Siamo il primissimo Paese in Europa, con circa 108 miliardi evasi o rubati allo Stato e a chi lavora ogni anno - esclama Zavatti - Come dire, in soli due anni i nostri evasori si mangiano il maxi contributo europeo».

Il sindacalista avverte che «urgono tavoli di approfondimento e confronto in ogni Provincia, per valutare i settori economici e produttivi più esposti alle irregolarità fiscali e contributive».

Tali tavoli, convocati a livello sia provinciale sia regionale devono per Zavatti «occuparsi di questo quadro dannosamente evasivo e di economia irregolare, con ancor più convinzione ed efficacia». L’obiettivo diventa «isolare il lavoro irregolare e l'economia illegale». —

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