Gazzetta di Modena

Modena

Il “salotto” in centro piace ai negozianti

Mattia Vernelli

Estate ed emergenza hanno portato novità che hanno vivacizzato il paese. Baracchi: «Da ripetere il prossimo anno»

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Mattia Vernelli / Spilamberto

Un progetto che ha portato un paese ad essere ancora più vivo e dinamico. Le vie del centro piene di tavolini su cui consumare un aperitivo, agghindate di luci, e soprattutto affollate di persone. Spilamberto ha cambiato volto con la realizzazione di “Spilamberto en plein air”, “Spilamberto all’aria aperta”. Il progetto, fortemente voluto dal sindaco Umberto Costantini e dall’amministrazione, è stato ideato durante il periodo di lockdown, quando il Covid bussava alle porte e quest’ultime erano chiuse per timore del contagio, come le serrande dei negozianti. «L’idea di versare dei soldi “a pioggia” ai commercianti, come qualcuno chiedeva, avrebbe portato ad enormi spese per le casse comunali e minori entrate da parte di tutti. Abbiamo virato su un’iniziativa concreta, che aiutasse i nostri esercenti ed allo stesso tempo ripopolasse il centro storico». Afferma il aindaco Umberto Costantini.

80 mila euro è stato il costo dell’iniziativa, che ha portato all’allestimento di pallet e tavolini per sfruttare gratuitamente il suolo pubblico da parte di bar e ristoranti, decine di piante e spazi verdi, e diversi eventi culturali. La somma è circa un terzo di quella risparmiata per organizzare tutti gli anni la Fiera di San Giovanni e “Spinalamberto”, eventi cardini spilambertesi, a cui quest’anno il paese ha dovuto rinunciare a causa del Covid. «Un valore aggiunto - continua il sindaco- sta nella continuità del progetto. Se non potevamo avvalerci degli eventi di punta come la fiera di San Giovanni, che portano picchi di affluenza concentrata in pochi giorni, abbiamo pensato a qualcosa di più soft, ma che accompagnasse il paese per tutta l’estate. Abbiamo pensato che potesse essere la carta vincente».

Questa è della stessa idea Claudio Baracchi, proprietario della gelateria “Gelato” ai piedi del Torione, che parla di un “passeggio anomalo” rispetto alla modica affluenza delle serate estive a cui i commercianti sono abituati. «Difficilmente gli allestimenti sono sufficienti a creare movimento. Devo ammettere che invece, questo intervento, partorito dall’emergenza Covid, ha fruttato parecchio e spero si ripeta anche le prossime estati». Anche i fratelli Franciosi, proprietari dello storico “Bar Nazionale”, non hanno dubbi, in linea con i feedback degli altri commercianti: «Sicuramente le persone sono rimaste in paese a causa dell’emergenza Covid, ma un centro attivo ed esteticamente così curato li ha incentivati ad uscire».

Spilamberto en plein air ha dato inoltre un grande contributo culturale, con più di 40 iniziative realizzate, tra rassegne cinematografiche, mostre artistiche e visite storiche guidate. “Avanti e indietro passeggiamo, tendiamo le fila del mondo che verrà”. Camminando per la Corso Umberto I, che collega il Torione medievale alla Rocca è possibile vedere questa frase, simbolo della realtà multiculturale di cui gode il paese, tradotta in 8 lingue diverse, dal dialetto spilambertese all’arabo. L’iniziativa che si è svolta a luglio è di Elisa Muliere e Giulio Zanet, e si chiama “Prospettive”. I due artisti hanno inoltre elaborato 12 opere, che sono state esposte per le vie del centro e raffigurano cenni di vita e personaggi storici spilambertesi. «È una vera e propria invasione artistica urbana. Per godere di opere d’arte basta camminare per le Vie del centro», afferma Carlotta Acerbi, assessore alla cultura. —

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