Cantiere alle ex Fonderie, stavolta si parte davvero
Dopo decenni di incuria, annunci e progetti cancellati ieri il via ufficiale ai lavori Si restaura con 3,7 milioni l’area di facciata, dove sarà collocato l’Istituto storico
Stefano Luppi
Qui, nelle stanze dove il 9 gennaio 1950 vennero prese decisioni fatali per la gestione dello sciopero alle Fonderie Riunite, tra due anni arriverà l’Istituto storico di Modena. Allora ci furono nove operai morti, come recita la lapide al fianco di questa ex storica fabbrica di viale Ciro Menotti, in totale degrado da quasi quarant’anni. Oggi si parte ufficialmente con una riqualificazione - la prima parte almeno - che era attesa da oltre dieci anni, dai tempi di un percorso “partecipato” che poi è stato superato dagli eventi. E a cambiare aspetto, nel corso di due anni di lavori dal costo di 3,7 milioni di euro, saranno proprio gli spazi della direzione delle Fonderie nonché quelli della facciata, dove verrà collocata la sede dell’Istituto storico: al piano terra l’ampia biblioteca e l’archivio, al primo piano gli uffici e una sala conferenze da 99 posti e nella torretta centrale una sala panoramica per eventi.
Ieri, in occasione della partenza ufficiale del cantiere nella palazzina ex uffici - 1450 metri quadrati interessati ai lavori affidati a “Iti-Impresa generale” di Modena - hanno fatto il punto il sindaco Gian Carlo Muzzarelli, l’assessore ai Lavori pubblici Andrea Bosi e la progettista Sofia Cattinari. Presente anche Claudio Silingardi, vicepresidente dell’Istituto storico che spiega: «Noi saremo pronti a trasferirci non appena possibile, perché il progetto è molto valido. Sarà possibile qui una riflessione sulla tradizione industriale della nostra città che, lo ricordo, è ancora manifatturiera. A Modena c’è ancora lavoro ed essere qui alla Crocetta per noi è importante: si tratta di un quartiere di 9mila abitanti, come Campogalliano, di cittadini che non devono sentirsi periferia». Il sindaco dice: «Piano piano mettiamo mano a tutti i progetti e qui gli spazi diverranno il Rettangolo del ’900 dedicati al mondo del lavoro e alla storia. Negli altri ampi spazi retrostanti invece in futuro collocheremo il Quadrato nel 21esimo secolo con le start up dell’automotive. Continuiamo in questo modo a fare crescere l’attrattività di Modena, con un progetto che candidiamo per garantire un futuro al luogo».
Se l’assessore Bosi parla di «un giorno importante: a breve partiremo con le demolizioni e poi gli altri lavori per dare una prospettiva nell’ambito di spazi importantissimi. Ho grande fiducia in questo cantiere», è l’architetto Cattinari a spiegare quel che accadrà in pratica.
«Il nostro progetto - dice - riguarda il fronte e la palazzina uffici, dunque la parte anteriore della ampia fabbrica, quella che guarda verso il cavalcavia. Riqualificheremo tutti gli spazi interni e anche il fronte verso il cortile interno dov’è il cuore del comparto che in futuro metteremo a norma. La ristrutturazione è importante anche a livello ingegneristico perché verranno riqualificati i solai con alcuni abbattimenti. È dunque un rilancio del progetto, realizzato in sicurezza visto che posizioneremo anche una cancellata per gestire il luogo del cantiere. Cosa resta del vecchio progetto partecipato? C’è senz’altro un rimando ai materiali che volevamo utilizzare - conclude Cattinari - inoltre ampia parte di quelle vecchie idee saranno nella seconda parte dell’intervento». —
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