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Modena

L’impresa di Riccardo Turchi A piedi per 430 chilometri

D.M.

il fananese ha percorso il cammino di sant’antonio 

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FANANO

In 13 giorni si è fatto a piedi in solitaria 430 chilometri: da Camposampiero (vicino a Padova) al santuario de La Verna (Arezzo), dov’è arrivato martedì. «Poi gli amici mi sono venuti a raccattare a Porretta e alla sera ero a casa a Fanano. Ho fatto una bella lavatrice e... Pronti per un’altra volta».

Riccardo Turchi, 41enne falegname e restauratore con un laboratorio in paese, ha voluto fare in questi giorni il Cammino di Sant’Antonio, passando per i luoghi in cui visse il celebre frate: «Ho letto di questo percorso sul giornale e mi son detto: dai, faccio anche questo che mi manca».

Sì, perché lui ormai può considerarsi un veterano: dal 2011 ha fatto sei grandi cammini, per un totale di circa 4mila chilometri.

«Il primo - racconta - è stato la via Romea fino a Roma, con i miei amici Lorenzo Perfetti e Stefano Muzzarelli, con il quale nel 2012 ho fatto anche quello di Santiago. Poi nel 2013 mi sono cimentato col Cammino di San Francesco, nel 2014 con la Via Francigena del Nord fino a Roma e nel 2015 con quella del Sud fino a Brindisi. Erano cinque anni che ero fermo e avevo un po’ prurito ai piedi, così son ripartito zaino in spalla».

Dodici chili, portati giorno dopo giorno a partire dal 17 settembre lungo itinerari della lunghezza anche di 45 chilometri: il cammino sarebbe stato di 25 tappe, ma Riccardo ne ha fatte anche due alla volta (collezionando i vari timbri sul “passaporto”) per accorciare i tempi.

Ovviamente pranzo e cena di fortuna dove capitava e ricerca dell’alloggio per dormire non facilissima in tempi di Covid: «Non tutti erano disposti a ospitare: ho dovuto cambiare programma diverse volte ma alla fine ho sempre trovato da dormire».

È arrivato al termine per nulla sfinito: «Avrò perso un chiletto o due, non di più. Ci sono stati giorni belli e altri meno, soprattutto alla fine quando sugli Appennini è scesa un po’ di neve, ma avevo preso un buon passo e andavo forte uguale sia sul pari che in salita o in discesa».

Devozione? Amore per la natura? Cosa spinge a un’impresa del genere? Sono domande che si pongono in tanti. «Entrambe le cose: mi è sempre piaciuto camminare in tranquillità, soprattutto in montagna, e fare trail running. Poi ci unisco la passione per la storia e la volontà di darsi degli obiettivi. E io quando mi do un obiettivo in qualche modo lo devo raggiungere», risponde Riccardo. —

D.M.

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