Nonantola in difesa dei richiedenti asilo «Onesti lavoratori saranno irregolari»
La scuola per stranieri Frisoun e le associazioni in campo Monti: «Procedura complicatissima, tanti i contratti finti»
Nonantola
Nonantola si mobilita per la “sanatoria”. La misura nel decreto Rilancio è stata approfondita dalla scuola di italiano per stranieri Frisoun e da una rete di associazioni.
Luigi Monti, insegnante d’italiano della scuola, svela com’è andata.
Perché dedicare tanto spazio a questa vicenda?
«Alla fine di febbraio abbiamo organizzato un incontro pubblico, a cui ha partecipato anche il vescovo di Modena don Erio Castellucci. In quell’occasione è emerso che dei circa 65 richiedenti asilo presenti a Nonantola, 60 hanno ricevuto un diniego in commissione. Significa che se anche il ricorso dovesse andar male, da un giorno all’altro diventerebbero irregolari. In provincia di Modena parliamo di 1300 persone circa nella stessa situazione dei nostri 65, con la stessa percentuale di dinieghi».
A parte i numeri, chi sono queste persone?
«Sono uomini tra i 20 e i 40 anni, provenienti per lo più da Nigeria, Pakistan e Gambia, ma anche da Mali, Costa d’Avorio, Ghana. Persone che vivono qui da quasi quattro anni, che lavorano regolarmente, hanno relazioni strette con i nonantolani, hanno contratti d’affitto. Qualcuno ha preso la patente e fondato associazioni. Se il ricorso dovesse andare male, tra qualche mese diventerebbero irregolari».
Saranno allontanati?
«No, non è possibile rimpatriarli sia per ragioni economiche, sia per la necessità di accordi bilaterali che abbiamo con pochissimi Paesi. Quindi giovani che oggi lavorano e pagano le tasse andranno a ingrossare le fila del mercato nero, della marginalità, del caporalato, dello spaccio, dello sfruttamento dei penultimi sugli ultimi. Tutto in un quadro di emergenza sanitaria: una follia».
E la “sanatoria”?
«Speravamo che fosse un modo per stabilizzare queste persone ed evitare loro la lotteria del ricorso. E speriamo che per qualcuno lo sia. Ma nel complesso la procedura di regolarizzazione si è rivelata un gioco di incastri complicatissimo tra il tipo di lavoro, la data di scadenza dell’ultimo permesso di soggiorno, la volontà dei datori di lavoro e la posizione confusa delle associazioni di categoria, che da una parte lanciavano l’allarme per l’assenza di braccianti agricoli, dall’altra scoraggiavano i loro associati a procedere con le domande di regolarizzazione».
Quali sono gli effetti?
«Se mai usciranno i dati dettagliati lo capiremo meglio. Per ora sappiamo che delle oltre 207mila domande, l’85% riguarda badanti e soprattutto colf e non l’ambito agricolo tanto invocato come target principale di questa sanatoria. Quello che temiamo è che di questi una grande percentuale sia data da contratti finti, che indebiteranno le persone e che rappresentano un humus perfetto per fenomeni di sfruttamento, caporalato, violenza e criminalità. Insomma, punto e a capo».
Come ne usciamo?
«Bisogna decidere finalmente cosa fare di tutte queste persone intrappolate da troppi anni nell’imbuto della domanda di asilo, senza fingere che sia un problema giuridico da commissioni territoriali, tribunali o studi di avvocati e non, semplicemente, politico. A partire da una misura che continuare a rimandare sarebbe perverso: un permesso di soggiorno per lavoro per chi un lavoro ce l’ha già». –
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