«Per Ponte Veggia i fondi devono arrivare dallo Stato»
Le parole dell’assessore regionale Corsini che ha incontrato il sindaco Menani «C’è un problema di competenze, noi possiamo fare solo pressioni politiche»
La priorità è che i soldi ce li metta il Ministero per le Infrastrutture. La Regione, direttamente non può farlo. A spiegare come stanno le cose sugli sviluppi per sistemare il Ponte Veggia, a metà tra i Comuni di Sassuolo e Casalgrande, è l’assessore regionale ai Trasporti Andrea Corsini, il quale una decina di giorni fa ha ricevuto i sindaci Gian Francesco Menani e Giuseppe Daviddi, oltre al presidente della Provincia di Reggio Emilia Giorgio Zanni, per parlare di come procedere per la sistemazione del viadotto sul Secchia, da mesi al centro di valutazioni e controlli in merito ai suoi problemi di staticità. Ieri il consiglio regionale aveva approvato all’unanimità una risoluzione che impegnava la giunta Bonaccini «a individuare la soluzione migliore per la messa in sicurezza statica del ponte e l’eventuale realizzazione della passerella ciclo-pedonale», oltre a «verificare la possibilità di cofinanziare l’opera, riconoscendone l’importanza strategica, con risorse proprie o di carattere nazionale».
Corsini fa però presente come ci siano dei tecnicismi per cui non può essere la Regione a poter metterci dei soldi propri sul Ponte Veggia. «C’è un problema di competenze - spiega l’assessore cervese - se il Ministero finanzia l’opera, questo viene risolto. Noi non possiamo finanziarlo, non abbiamo lo strumento legislativo per farlo. La nostra opera è quella di poter fare pressing politico». Per sistemare il Ponte Veggia servono sei milioni e 180 mila euro, da dividere a metà tra i due Comuni interessati: tanti soldi considerate le casse degli enti locali. La strada infatti non è né una statale, né è di competenza provinciale o regionale. «Abbiamo chiesto il contributo del Ministero per ottenere risorse del Decreto Ponti - prosegue Corsini - siamo in attesa dell’esito della procedura e ci sono tutte le aspettative per il fatto che da Roma arrivino i soli. Se questo non andrà in porto, dovremo trovare una soluzione con gli enti locali e le Province. L’opera è strategica per il distretto, va messa in sicurezza e non può essere lasciata così come abbiamo detto anche con i nostri tecnici al recente tavolo con le istituzioni locali ospitato in Regione».
Intanto, sul piano prettamente politico, festeggia il via libera alla risoluzione del consiglio regionale l'eletto della Lega Stefano Bargi, sassolese, promotore del documento. «Oggi è un giorno importante - commenta il consigliere leghista - grazie al sostegno di tutte le forze politiche, l’assemblea ha riconosciuto l’importanza strategica di questa infrastruttura e ha impegnato il governo regionale ad assistere le amministrazioni coinvolte nelle attività di manutenzione del Ponte Veggia. Si tratta di un’infrastruttura di fondamentale importanza per la viabilità del Distretto Ceramico, il collegamento tra le provincie di Modena e Reggio Emilia, lo sviluppo della rete ciclo-pedonale e per il transito di merci e passeggeri su ferro. Inoltre, dal rapporto diagnostico del Pums, sono emersi ulteriori elementi che lasciano chiaramente intendere l’importanza del Ponte Veggia nell’ambito della mobilità green del distretto quale sistema di cerniera tra le aree urbane dei centri coinvolti». —
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