Mercato, sagre e curiosità Lodovisi racconta Vignola
La lezione magistrale è stata fortemente voluta per rendere omaggio alle associazioni della zona impegnate nell’emergenza
VIGNOLA
Il mercato di Vignola? È uno dei più antichi di Modena. E chi sapeva che proprio questo mercato era importantissimo per le castagne, che si vendevano sotto al loggiato della rocca? Oppure, chi si ricorda della grande fiera di Vignola, una tre giorni di grande festa che iniziava alla vigilia del giorno di San Matteo Apostolo (cioè il 20 settembre)? O ancora, chi ha memoria del primo “lockdown” che affrontò Vignola? Queste e diverse altre curiosità sulla storia locale dei secoli passati, incentrata sullo sviluppo del mercato di Vignola, sono stati al centro della “lectio magistralis” tenuta dallo storico e geografo Achille Lodovisi in una serata organizzata dal Rotary Club di Vignola, Castelfranco e Bazzano, per riconoscere pubblicamente il ruolo che Avis Vignola, Pubblica Assistenza Vignola e Fondazione di Vignola hanno avuto durante i mesi più critici dell’emergenza sanitaria. Tra le tante curiosità della Vignola dei secoli ricompresi tra Quattrocento e primo Ottocento, è emersa appunto l’importanza che aveva il mercato del giovedì, fin dal 1450. Un mercato che si svolgeva in gran parte di quello che è oggi il cuore del centro storico e che ha avuto molta fortuna proprio per la posizione strategica di Vignola, tra appennino e pianura. Solo per dare un numero delle castagne che si vendevano, le fonti parlano di 20mila o 22mila sacchi in un sol giorno. Ci furono nei secoli anche momenti difficili, come quello dell’anno 1630, con la peste di manzoniana memoria. L’allora governatore di Vignola dispose una sorta di “lockdown”, con la chiusura dello storico mercato. E poi c’erano le “grida”, tante e severissime. Come quella che, in tempi di carestia, proibiva di vendere generi di prima necessità ai bolognesi, in quei secoli appartenenti a un altro stato. E per chi non rispettava le disposizioni? C’era la tortura della “corda”.
Naturalmente non mancavano i momenti per fare festa, come con la già citata fiera di San Matteo. Per l’occasione, Vignola si riempiva di “trabacche”, una specie di ripari mobili di fortuna, dove si poteva bere e mangiare. Anche questo appuntamento, fu soppresso in epoca napoleonica. —
m.ped
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