Gazzetta di Modena

Modena

IL RETROSCENA DOPO L’operazione “attila”  

Coca a clienti insospettabili Sgominata rete di spaccio

Serena Arbizzi
Coca a clienti insospettabili Sgominata rete di spaccio

Maxi blitz dei carabinieri contro il traffico di droga a Carpi, Modena e nella Bassa Tra gli assuntori anche minorenni, mamme e papà, baristi, studenti e impiegati

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«Questi pesali, li ho tolti dai 100 grammi. Mancano 50 euro vecchi più questi, più conti vecchi, portami i soldi eh, non voglio tarantelle». Questa una delle conversazioni captate all’interno della rete capillare, che garantiva dosi di cocaina e hascisc a più assuntori, ben inseriti nel tessuto sociale in cui ricoprono più ruoli: dal barista, all’impiegato, dal ristoratore, a mamme e papà insospettabili che si davano appuntamento con lo spacciatore al polo scolastico di via Peruzzi, fino a studenti, a minorenni e al dipendente di un’associazione di categoria. I carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile Compagnia di Carpi, guidati dal capitano Alessandro Iacovelli, l’hanno sgominata con un potente e sfaccettato blitz, entrato in azione nelle prime ore di sabato mattina.

Sono stati numerosi i carpigiani che hanno sentito l’elicottero sopra lo stadio, intorno alle 5, quand’era ancora buio. L’operazione “Attila” è stata il culmine di un’indagine iniziata nel giugno 2019 che ha consentito di smantellare una fitta rete di spacciatori di cocaina e hashish, tra Carpi, Modena, Mirandola e Concordia. I militari - sabato ne sono entrati in azione 50 - hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misure cautelari emessa dal Gip su richiesta del pubblico ministero Giuseppe Amara, dopo le indagini condotte dall’Arma.

Cinque le persone finite in carcere: Vincenzo Turco, Moulay Said Talbi, Abdeljalil El Ounki, Giuseppe Flagiello, tutti residenti fra Carpi, Poggio Rusco, nel Mantovano e Concordia. Per Benaida Aouatif , residente a Modena, sono scattati i domiciliari, mentre per Outmane Ammar, di Sermide, nel Mantovano, è stato disposto l’obbligo di dimora.

In particolare, Flagiello risultava attivo nella zona di Carpi, Turco nell’area di Mirandola, Concordia, Poggio Rusco, Talbi fra le province di Modena e quella del basso mantovano e ferrarese. Altre due persone, sabato mattina, sono state arrestate in flagranza, accanto a nove denunciate. In tutto, sono stati sequestrati 1,6 chili di cocaina e 1,3 chili di hashish.

Intorno agli arrestati ruotavano decine e decine di clienti, segnalati alla Prefettura come assuntori, che incontravano nei luoghi più diversi: nei pressi di bar in pieno centro, con più dosi consegnate nel giro di un mese. Nella rete ci sono studenti ma anche genitori che incontravano gli spacciatori in via Peruzzi, vicino alle scuole. In un’occasione, l’indagine ha consentito di scoprire che una papà lasciava il bimbo in auto per ritirare la dose di droga, poi portava il figlio a scuola. Le dosi venivano avvolte in più strati di cellophane, inseriti in palloncini di gomma o profilattici per preservarli dall’umidità che, a loro volta, venivano infilati in contenitori di plastica o vetro, in mezzo al riso, “protetti” con strati di nastro adesivo.

Per la maxi retata delle prime ore di sabato sono stati utilizzati gli elicotteri del 13esimo Nucleo di Forlì. Oltre a riprendere tutte le immagini dall’alto e a trasmetterle in tempo reale alla centrale operativa, l’elicottero dispone di telecamere termiche, ossia che consentono di riprendere attraverso le superfici. Sono stati utilizzati questi mezzi per scongiurare l’ipotesi di fuga di alcuni sospetti. —





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