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FISCO FACILE Versamenti in contanti: chiarita la legittimità degli accertamenti bancari

* Dottore Commercialista

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Con l’ordinanza n. 15538/2020 la Corte di Cassazione ha chiarito la legittimità dell’accertamento bancario a carico degli imprenditori e la documentazione necessaria a giustificare i versamenti in contanti effettuati sul conto corrente. Attenzione quindi ai versamenti in contanti, in particolare le persone fisiche che non esercitano attività di impresa ma ad esempio anche chi gestisce bar e ristoranti.

I commercianti devono fare attenzione perché i versamenti in contanti devono essere documentati. Ad esempio devono corrispondere ai corrispettivi giornalieri o, se il versamento riguarda più giorni, ai corrispettivi di quei giorni. In ogni caso è sempre consigliabile che ad ogni versamento venga dato un riferimento di cui rimanga traccia. In particolare è indispensabile, anche per versamenti inferiori ai 1000 euro, chiedere che il funzionario di banca indichi una dicitura di cui rimane traccia. Ad esempio : “ versamento corrispettivo del...”, oppure “ rimborso somme per errata fatturazione”, oppure : “ incasso fattura del giorno ....”. Anche perché dopo anni è difficile ricordare i movimenti senza causale. La Corte di Cassazione infatti ha ritenuto fondato il ricorso dell’amministrazione finanziaria, visto che l’imprenditore, nel caso specifico, non era stato in grado di produrre documentazione contabile idonea a giustificare in maniera analitica la natura dei versamenti in contante. Ma come giustificare con certezza? Difficile ma non impossibile. Innanzitutto tenere sempre traccia bancaria, inserendo una dicitura per ogni versamento. In seconda battuta non versare mai più contanti di quelli che si presumono essere gli incassi del periodo preso in considerazione. A fine anno, quindi, è necessario fare un resoconto dei ricavi e degli incassi effettuati in contanti, tenuto ovviamente in considerazione i bonifici ricevuti e gli incassi con carta di credito. La somma dei tre flussi non dovrà mai essere superiore ai ricavi dell’anno. Quindi massima attenzione, perché spesso i controlli avvengono diversi anni dopo. Ciò comporta un grande sforzo per andare a ricostruire i movimenti e quindi prevenire con una buona contabilità è, attualmente, il metodo migliore per essere più tranquilli in futuro. Non dimentichiamo inoltre che l’Agenzia delle Entrate possiede i dati dei nostri conti correnti e, con fatturazione e corrispettivi elettronici, anche i dati dei nostri incassi. Molto facile dunque il controllo incrociato dei dati. Allerta preventiva di grado massimo dunque per potersi difendere con maggiore tranquillità . —

* Dottore Commercialista



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