Gazzetta di Modena

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IL PRIMO TRADIZIONALE APPUNTAMENTO DI OTTOBRE 

La Fiera parte con i curiosi ma di affari davvero pochi

Daniele Dei
La Fiera parte con i curiosi ma di affari davvero pochi

I lavori in corso in piazza Martiri hanno costretto gli ambulanti anche in altre zone  Cri ai varchi per rilevare temperatura. Cittadini divisi sulla conferma dell’evento

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La "Féra di Curiàus", ovvero la fiera dei curiosi, è il titolo della prima di quelle che si tengono a ottobre nel mese di Sassuolo: a sentire dagli ambulanti al termine del mercato della mattina di ieri, l'impressione è che di pari passo al nome sia andata anche la realtà dei fatti. Come dire che a livello di pubblico le cose sono andate molto bene: da piazza Garibaldi a via Menotti e le altre del centro di gente se n'è vista, ma l'impressione è quella per cui la propensione all'acquisto non sia stata delle più spinte. Per l'edizione 2020 l'amministrazione comunale ha dovuto fare i conti con due fattori: l'emergenza Covid-19 e il successivo ritardo dei lavori in piazza Martiri Partigiani, il fulcro delle Fiere da quando nel 1503 Eleonora Bentivoglio le invocò a gran voce. Per quanto riguarda l'emergenza sanitaria sono stati attivati dei varchi come quello in via Menotti, dove le volontarie della Croce Rossa hanno rilevato la temperatura a tutte le persone di passaggio. In "Piazza Grande", invece, i banchi sono stati allestiti soltanto nel lato della piazza rivolto a nord, mentre la parte sud, in cui si vede anche la prima parte del lastricato, è rimasta chiusa. Questo ha portato una quarantina di ambulanti, che dagli anni passati hanno i posti segnati in quella parte di piazza, a essere spostati altrove. Tra le location alternative anche piazza Avanzini: chi è finito qui ha avuto molto da recriminare.

«Qui è un disastro - spiega Gilles Costi della Casa del Corredo di Castellarano che qui aveva un proprio banco - questa zona è stata tagliata fuori, non è nel giro fatto delle persone, non sapevano che qui c'eravamo. Tutte le alternative erano comunque tristi: dovunque si veniva spostati, non era la stessa cosa. Tanti non sono nemmeno venuti, il problema è che se fai più di un'assenza su quattro domeniche ti tolgono il diritto al posto assegnato ormai da anni». Contenti però non erano nemmeno in Piazza Grande: «Come prima domenica delle Fiere non è andata bene - sono le parole di William Guidetti, venuto con il suo banco di vestiario da Modena - c'era la metà della gente vista negli anni passati, e chi viene vuole spendere poco. Non ha inciso secondo me tanto il fatto che ci fosse mezza piazza chiusa, piuttosto il Covid tornato di nuovo all'attacco non ha incentivato il pubblico a tornare come negli anni passati». Umori diversi anche tra chi si è fatto una passeggiata in centro: positivo il commento di Stefano Orifini, a passeggio con la sua ragazza. «Anche se sono meno le bancarelle hanno fatto bene a farle, uno un giretto come gli altri anni se lo fa. C'era meno gente, ma visto il contesto positivo il fatto che ci fossero». Pietro Pennacchia e consorte hanno scelto l'ora di pranzo per un giro: «Vista la questione Covid - spiega - abbiamo preferito venire in un orario in cui c'erano meno persone, modificando le nostre abitudini, così da avere meno persone in giro». «Secondo me non andavano fatte - è il parere di Giovanna Giavelli - forse hanno voluto rimediare per il cantiere di questi mese. Ma potevano evitare perché gli assembramenti vuoi o no ci sono e la situazione sta peggiorando. Potevano magari dare ai negozi la possibilità di esporre fuori le loro cose, ma non permettere il mercato». —

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