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“Mast cot”, il rito della cottura porta la tradizione sotto la Rocca

M.P.

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SPILAMBERTO

È molto positivo il bilancio con il quale si è chiusa l’edizione 2020 di “Mast Cot”, l’annuale manifestazione che Spilamberto dedica al prodotto che l’ha resa celebre in tutto il mondo: l’aceto balsamico tradizionale. Maurizio Fini, Gran Maestro della Consorteria dell’Aceto Balsamico di Spilamberto (attualmente 850 soci), è soddisfatto. «È senz’altro un’edizione particolare – ha commentato – ma ugualmente è stata realizzata una bella manifestazione. Per quanto ci riguarda, nonostante tutto quello che è successo quest’anno, siamo riusciti nel weekend a consegnare i diplomi a 23 nuovi “allievi assaggiatori”, a 19 “assaggiatori” e a 3 “assaggiatori”. Anche il palio dell’aceto balsamico tradizionale dello scorso giugno è andato molto bene: 1040 sono stati i campioni arrivati e, per giudicarli tutti senza creare assembramenti, abbiamo suddiviso i campioni in 6.240 provette, fatte pervenire a casa degli assaggiatori». Nello spazio antistante la rocca Rangoni si è tenuto per due giorni consecutivi il rito della cottura del mosto. Tanti i comuni della provincia rappresentati. Proprio accanto a Spilamberto era impegnato Luigi Carrabs, conduttore dell’acetaia comunale di Soliera. »Stiamo cuocendo circa 100 litri – ha spiegato – che arriveranno a fine cottura ad essere 60 – 65 litri. Normalmente questa operazione la facciamo sul fuoco con paiolo di rame, come vuole la tradizione, ma quest’anno per motivi di sicurezza abbiamo dovuto utilizzare il gas con l’acciaio. La qualità comunque non ne risentirà». Luciano Capponi, presidente dell’acetaia comunale di Vignola, assieme all’alfiere Graziano Brighetti, era a sorvegliare la cottura del mosto nello stand di Vignola, che sabato e domenica prossimi replicherà sostanzialmente la manifestazione di Spilamberto. «Prepariamo circa 90 litri – ha commentato Capponi – che andranno alla Consorteria». Presente tra gli altri a Mast Cot anche Luigi Scelleri, fondatore e conduttore dell’acetaia comunale di Savignano . — M.P.

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