Gazzetta di Modena

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concordia. ricostruzione 

«Niente “cambiale Errani” Sospendo le cure oncologiche»

Serena Arbizzi

Eugenio Saccoccio ricorre al Tar: «Mi spettano 250mila euro: ne ho visti 50mila» Il Comune: «Abbiamo agito secondo le regole e spiegato più volte la situazione»

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CONCORDIA

«Sono un terremotato e al tempo stesso ho avuto una recidiva dopo aver già combattuto e sconfitto due tumori. Ora, però, ho deciso di sospendere le cure e fare ricorso al Tar: io ho diritto, per la casa dove vivo, ad avere 250mila euro. Il Comune me ne concede soltanto 50mila. E gli altri soldi, dove li trovo?».

È disperato Eugenio Saccoccio, residente a Vallalta: dalle terribili scosse di terremoto del 2012 che hanno modificato per sempre il volto della Bassa, vive nel giardino dell’abitazione della sua zia materna, dato che questa è divenuta inagibile. Insieme a lui, la moglie e due figli.

«Il progetto, una volta mandato in Regione, è stato inviato al Comune perché potessi ottenere la “cambiale Errani”. In altre parole, i soldi necessari per potere coprire i costi della ricostruzione della casa dove abitavo prima del terremoto - prosegue Saccoccio - Mi hanno riconosciuto 130 metri quadri in E2, cioè con un danno strutturale, mentre 76 metri sono stati classificati in B. Ebbene, mi danno soltanto 50mila euro. Mi riconoscono, quindi, il valore per i 76 metri. Non mi viene quantificato nel rimborso, invece, il valore del danno effettivo alla casa. Gli altri 200mila dove possiamo prenderli per farci dare l’agibilità? Ho moglie e due figli: da nove anni viviamo in giardino senza aver mai fatto spendere un euro allo Stato - aggiunge Saccoccio - E non è finita: secondo un approfondimento condotto da un geologo, sotto casa mia passa una falda freatica a due metri e mezzo di profondità. Mi sono sentito dire che tanto il Comune è assicurato e la causa durerà degli anni, ma io non mi arrendo. E intanto faccio sciopero delle cure oncologiche: i primi due tumori, grazie al sostegno della mia famiglia, li ho vinti. Purtroppo ho avuto una recidiva. Non ho più nulla da perdere. Voglio che la mia storia sia conosciuta il più possibile. E conto anche sull’aiuto del comitato Sisma.12, con i quali abbiamo combattuto numerose battaglie con tanto di raccolte firme a favore dei terremotati - conclude Saccoccio - Non è giusto che sia stato tutto dichiarato regolare e che io non riesca a fare valere i miei diritti davanti alle istituzioni, ma che, anzi, mi senta beffeggiato da queste».

Di tutt’altro avviso il sindaco di Concordia, Luca Prandini, il quale rivendica il corretto operato dell’amministrazione.

«Abbiamo incontrato più volte Eugenio Saccoccio per spiegargli le motivazioni del nostro operato, che è corretto, e i passaggi che hanno portato a questo procedimento - argomenta il primo cittadino - Riteniamo di avere eseguito tutte le regole di correttezza nel mettere a punto questo rimborso e nell’avere svolto ogni verifica di questa situazione specifica sulla base dei dati che ci sono stati forniti. Conosciamo bene, dunque, il caso, da anni e le procedure sono state espletate correttamente. Ribadisco che abbiamo agito secondo le regole».

Ora spetterà al Tar decretare se ci saranno degli sviluppi o se la situazione rimarrà sempre la stessa.



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