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Pavullo dedicherà ogni anno una giornata al suo Parco Ducale

Pavullo dedicherà ogni anno una giornata al suo Parco Ducale

Il sindaco Biolchini ha annunciato la novità in chiusura della settimana di workshop organizzata con successo con l’Università di Firenze 

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PAVULLO

Pavullo avrà una giornata annuale dedicata al suo gioiello verde: il Parco Ducale. Lo ha annunciato il sindaco Luciano Biolchini sabato in chiusura della settimana di workshop organizzata con l'Università di Firenze (Architettura). «Istituiremo la Giornata del Parco Ducale – ha detto – un momento da dedicare ogni anno alla cura dell'area e a iniziative culturali collegate. Dopo la bellissima esperienza vissuta in questi giorni insieme agli studenti, per cui ringrazio sentitamente tutti coloro che vi hanno contribuito, dobbiamo proseguire su questa strada. Sapete, io in questi anni ho cercato di mettere sempre il cuore nelle cose che ho fatto per il mio paese, ma nel parco in particolare posso dire che c'è tutto il mio cuore». Sono stati giorni di confronto e studio, con la presenza di grandi architetti, paesaggisti ed esperti di botanica. Ma anche operativi, con 18 studenti impegnati gratuitamente (assieme ai volontari locali) a piantare nelle aiuole serpentinate di fronte al Palazzo Ducale numerose specie, tra cui bergenie, bulbose, hellebori, hemerocallis, hibiscus, iris, liriope, rose, syringa e peonie. Con l'ok della Soprintendenza, sono state selezionate per ricreare, adattato all'oggi, quel “pleasure garden” voluto dal duca Francesco IV davanti alla sua dimora estiva. Da qui il dibattito si è portato alla riqualificazione globale da estendere al parco, dopo la perdita di centinaia di piante. E c'è stato un sentito confronto con il Comitato Parco Ducale, che sabato nell'apprezzare l'intervento sulle aiuole ha rilanciato la sua richiesta di un recupero del parco il più possibile fedele alla fisionomia originaria documentata nella mappa del 1858. «Per noi in particolare è essenziale il ripristino delle conifere – ha rilanciato Giuseppe Lipparini – a partire da quelle ai lati del rettilineo della “Montata”, l'ingresso del paese». Il dibattito è rimasto aperto, pur con la forte sottolineatura da parte della prof Anna Lambertini «che non si può rincorrere il tempo perduto: la mappa del 1858 non ha più senso per quello che oggi è il sistema paesaggistico. Il parco va ricomposto all'interno di un progetto di sistema con le altre aree verdi presenti a Pavullo. Un ringraziamento intanto all'amministrazione per aver avviato sull'area una riflessione che per profondità non ha precedenti nella provincia di Modena». «La prima cosa da fare ora – ha sottolineato dalla responsabile del Servizio Ambiente Edda Pattuzzi – è organizzarsi per una manutenzione puntuale del lavoro fatto sulle aiuole dai ragazzi. Poi stiamo predisponendo con la Soprintendenza tutta la pratica per la valutazione di interesse culturale del parco». —

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