«Una vita in ospedale» Il Premio Riconoscenza al dottor Partesotti
Per 38 anni in corsia è stato il direttore del Day Hospital di tre ospedali «Abbiamo rivoluzionato spazi e tempistiche della sanità locale»
IL PERSONAGGIO
Mattia Vernelli
/ FIORANO
Un grande esempio di impegno e dedizione. Giovanni Partesotti, medico oncologo, ha ricevuto il “Premio Riconoscenza” nella sua città natale, Spezzano, in occasione della “Festa della Solidarietà e del volontariato sociale”. Da pochi mesi in pensione, Partesotti ha prestato servizio per 38 anni presso l’ospedale di Sassuolo, e ne ha diretto il relativo Day Hospital, oltre a quello di Vignola e Pavullo. «Abbiamo iniziato questa modalità organizzativa, ai tempi totalmente inedita, nei primi anni 90. Ci siamo accorti che i pazienti potevano andare a casa dopo gli interventi, senza bisogno del ricovero». Partesotti fu uno dei precursori della “chirurgia di un giorno” che ha profondamente rivoluzionato spazi e tempistiche della sanità locale, snellendo il sovraffollamento di pazienti negli ospedali. Una formula che si distacca dal passato, con interventi eseguibili in sicurezza nell’arco della giornata, senza necessità di una osservazione prolungata notturna. «Il grande cambiamento fu nel 1997. Grazie ad un finanziamento di Tiziana Orsini Rovatti, fondatrice dell’associazione “Amici per vincere domani”, nacque il primo Day Hospital con reparto indipendente di Sassuolo». L’attività viene così potenziata e Partesotti dimostra competenza ed abilità, fino a comporre negli anni 2000 una squadra di 8 medici, direttamente coordinata da lui. «Quando ci siamo trasferiti al Poliambulatorio di Sassuolo – continua il dottore – abbiamo ripensato agli ambienti ed attrezzature. La logica era una: le stanze non dovevano ricordare quelle di un ospedale. Abbiamo creato spazi accoglienti ed alternativi». L’operato del medico ottiene riconoscimenti e presto si estende nell’intera area a Sud di Modena: i Day Hospital di Vignola, Pavullo e Sassuolo sono sotto la sua direzione: «Abbiamo coordinato tre sedi in modo organico, razionale. Negli ultimi anni la mia attività non era più prettamente medica, ma spaziava dalla cultura alla ricerca. Due aspetti necessariamente in simbiosi. In collaborazione con Comuni e consorzi provinciali abbiamo organizzato eventi ed iniziative a scopo divulgativo. Inserito il Day Hospital in gruppi di ricerca oncologica a livello nazionale. Ho lasciato qualcosa destinato a crescere sempre più in futuro». Sottolinea inoltre l’importanza della “medicina di prossimità”: «Nel 2020 è essenziale che sia l’assistenza ad andare dai cittadini, non il contrario. La gente deve trovare, vicino a casa, un punto di riferimento medico-sanitario.» Partesotti, in pensione dal primo Settembre 2019, non era più in servizio quando il Covid ha varcato i confini italiani, ma ha monitorato costantemente la situazione, rimanendo in contatto con i suoi ex colleghi: «Questa provincia ha reagito bene, grazie a strutture all’avanguardia ed un numero tutto sommato esiguo di casi, rispetto ad altre zone regionali. Nel reparto di Oncologia di Sassuolo c’è stato un solo caso infetto nel personale medico. La chemioterapia, ad esempio, non è stata intaccata o rallentata. L’unico difficoltà è stata negli interventi chirurgici: ci sono stati dei ritardi importanti. Idem nello screening, le persone hanno avuto risultati diagnostici mesi dopo rispetto al normale, specialmente nei due tumori più frequenti: il colon retto e la mammella». —
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