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«Un corso sui brani di ieri per capire meglio il presente»

D.D.
«Un corso sui brani di ieri per capire meglio il presente»

Il suggerimento del figlio Alberto per avvicinare le nuove generazioni ai successi degli artisti che hanno fatto la storia della musica  

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LA FAMIGLIA

«Da una parte è giusto che i ragazzi di oggi non sappiano molto di Pierangelo Bertoli, dall’altra è un personaggio storico che come Fabrizio De Andrè ha fatto la “differenza grossa” sul lato artistico e sociale. Il problema è la scuola in cui la didattica in storia non va mai oltre la seconda guerra mondiale». Così il figlio di Pierangelo, l’artista Alberto Bertoli, commenta gli esiti delle interviste ai 18enni sassolesi di oggi fatte per l’anniversario della morte del padre.

«Un corso sulla musica legata agli interpreti che hanno preceduto di poco questi giovani - prosegue Alberto Bertoli - potrebbe fare loro bene per interpretare musiche nuove con un background non troppo remoto e capire meglio quel che succede. Con “Italia d’Oro” un giovane si può incuriosire su Tangentopoli, per esempio, “Eppure soffia” si sposa con le battaglie ambientalista di Greta Thunberg. Oggi si fanno video su Tiktok che non sanno di niente perché bisogna esserci sempre e subito, la riflessione viaggia su altri piani». Sulle parole di Filippo Zottola: «Ho un aneddoto per lui - risponde - Nel 1986 un fan a Torino gli chiese di fare qualcosa per i portatori di handicap. Papà gli disse: “Io lo faccio già, salgo sul palco”».

Stamani Alberto Bertoli suonerà le canzoni del padre ospite di TV2000: «Mio padre è morto - conclude - ma non scomparso. Con la mia famiglia stiamo lavorando e lottando per non farlo scomparire». —

D.D.

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