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Carpi, “vertenza Blumarine”: cassa in deroga per gli esuberi

Serena Arbizzi
Carpi, “vertenza Blumarine”: cassa in deroga per gli esuberi

Firmato l'accordo al Ministero per oltre la metà dei lavoratori

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CARPI. Siglato l’accordo al Ministero del lavoro per la cassa integrazione in deroga per oltre la metà dei lavoratori di Blumarine, storico marchio d’abbigliamento di Carpi, acquistato dalla holding Eccellenze Italiane, che comprende anche Liu Jo, presieduta da Marco Marchi.

Ieri mattina Cgil e Cisl hanno messo a punto l’accordo che fa riferimento alla cassa in deroga sulla base del “decreto Genova”: questo provvedimento rappresenta una boccata d’ossigeno per i lavoratori in esubero e avrà durata fino al novembre del 2021. Ciò significa che, qualora dovessero finire gli ammortizzatori sociali istituiti a causa del Coronavirus, i lavoratori saranno ugualmente tutelati per altri 13 mesi. Si tratta di una mossa strategica, dal momento che si parla della copertura degli ammortizzatori da Covid fino a novembre di quest’anno. In particolare il prossimo 20 novembre scadrà la seconda parte di cassa Covid.

Dopo queste misure non sarebbero rimasti altri ammortizzatori perché interamente consumati in passato. L’accordo al Ministero del lavoro, avvenuto via call conference, è stato preceduto da un incontro in Regione nella giornata di mercoledì.

Il provvedimento di cassa integrazione da “decreto Genova” riguarda gli addetti della prestigiosa maison del fashion che trovano impiego nei reparti in esubero. Prima della revoca dovuta al Covid, la proprietà aveva emesso un provvedimento di licenziamento che riguardava 61 lavoratori su 97 impiegati in azienda.

Una decisione sospesa a fine marzo con conseguente ritiro del documento, dopo la quale per gli addetti era stata firmata la cassa integrazione, così come era stato previsto dal decreto “Cura Italia” di Conte.

Il rinvio dei licenziamenti era stato accolto con favore dalle parti, ma in questi mesi non ha eliminato le difficoltà in cui versa l’azienda, che nel 2019 ha fatto registrare 23 milioni di euro di fatturato, con perdite superiori ai 10 milioni.

Il 23 settembre scorso è stato accolto con entusiasmo il ritorno sulla passerella di Milano della griffe che, con la direzione creativa del giovane Nicola Brognano ha riscoperto i must lanciati da Anna Molinari, comunicando chiaramente di voler tenere un filo conduttore ben evidente con lo stile romantico, femminile ed elegante che ha distinto nei decenni la maison.

Da qui è partito un rilancio deciso, con molto interesse manifestato dai compratori: numerosi si sono rivolti allo showroom per presentare richieste. —
 

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