Fondovalle da chiudere Il sindaco si ribella «Serve un’alternativa»
Dieci giorni di lavori per sistemare il ponte dello Scoltenna Tomei boccia il bypass: «Sarebbe costato 400mila euro»
FANANO
Agita gli animi il cantiere sul ponte dello Scoltenna che in questi giorni andrà incontro a una fase particolarmente impegnativa, richiedendo la temporanea chiusura al traffico di una strada nevralgica come la Sp 4 Fondovalle Panaro. Lo stop sarà dalle 8 di mercoledì 14 alla mezzanotte di venerdì 16: tre giorni per consentire un intervento di manutenzione straordinaria sulla spalla di valle, nell’ambito dei lavori di messa in sicurezza iniziati il 31 agosto per una spesa complessiva di un milione e mezzo da parte della Provincia.
Sarà però solo la prima interruzione viaria: sicuramente ne sarà necessaria un’altra a novembre, sempre di tre giorni, forse seguita da un’altra ancora, per un totale di una decina di giorni. La cosa non va per niente giù al sindaco di Fanano, paese più penalizzato dallo stop: la Fondovalle è infatti il primo collegamento con la pianura, percorso quotidianamente da un viavai di pendolari e di camion legati all’attività delle aziende, oltre che dagli studenti delle superiori che vanno a Vignola: «Come ho sottolineato con forza mercoledì nel confronto avuto con la Provincia - spiega Stefano Muzzarelli - sono assolutamente favorevole alla messa in sicurezza del ponte ma totalmente contrario a una modalità di procedere che comporta la chiusura della strada. Andava predisposto un bypass nell’alveo del fiume per consentire il passaggio delle auto. C’è un’area idonea, bastava poco per realizzarlo. Apprezzo la riorganizzazione del cantiere che limita nel tempo il periodo di chiusura, ma si doveva fare di più. Il mio telefono è già bollente di cittadini e imprese che mi chiedono come dovranno fare in quei giorni».
L’alternativa infatti è il passaggio per Gaiato, che aumenta di un’ora il percorso verso Vignola. «La lamentela da sindaco ci sta, ma non potevamo fare altrimenti - osserva il presidente della Provincia Gian Domenico Tomei - Abbiamo esaminato la soluzione bypass, ma farlo su una strada provinciale significava predisporlo al passaggio non solo delle auto ma anche dei camion, altrimenti che bypass sarebbe stato? Non si fanno più le stradine-guado di una volta: questa, con i guardrail e tutti i requisiti di sicurezza, ci sarebbe costata almeno 400mila euro. Una spesa esagerata e che comunque non dava garanzie di tenuta in caso di piena del fiume. Già è stato complicato rimodulare il cantiere per limitare le chiusure». —
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