Indennizzi per l’inceneritore Al Comune 10 milioni in 6 anni
Poco più di otto euro per ogni tonnellata di rifiuti smaltiti nell’inceneritore, che in sei anni fanno dieci milioni e 200mila euro. E’ questa la cifra che il termovalorizzatore di via Cavazza “restituisce” alla città sotto forma di indennizzo per il disagio ambientale. Un tema affrontato ieri in Consiglio comunale grazie a una doppia interrogazione presentata da Piergiulio Giacobazzi, capogruppo di Forza Italia, e da Giovanni Silingardi del Movimento 5 Stelle. Il consigliere Silingardi ha inoltre chiesto se si sta valutando di aumentare la quota di indennità attuale, e il consigliere Giacobazzi se l’indennizzo può essere utilizzato per sgravi sulle bollette. Domande alle quali ha risposto l’assessore all’Ambiente Alessandra Filippi, che ha quantificato in dieci milioni e 200mila euro gli investimenti per il miglioramento del verde, della viabilità e delle piste ciclabili cittadine effettuati dal Comune tra il 2014 e il 2019 utilizzando le somme versate da Hera. Un indennizzo riconosciuto ai Comuni sede di impianti di smaltimento dei rifiuti e a quelli che si trovano a quattro chilometri dal camino, in proporzione al territorio impattato. Il Comune di Modena riceve dunque quasi il 98% dell’indennizzo di 8,33 euro corrisposto per ogni tonnellata di rifiuti smaltita nel termovalorizzatore di via Cavazza, per un totale, dal 2014 al 2019, di circa 10 milioni e 200 mila euro, tra rifiuti urbani e speciali. Queste somme, ha spiegato ancora l’assessore, sono considerate un costo accessorio del servizio, che è coperto dalla tariffa del servizio di gestione dei rifiuti urbani a condizione che siano investite esclusivamente per realizzare interventi di prevenzione, riduzione o eliminazione degli impatti ambientali generati dall’impianto.
Per quanto riguarda la richiesta di valutare un aumento dell’indennizzo di 8,33 euro previsto per ogni tonnellata di rifiuti conferita al termovalorizzatore, molto vicina alla cifra minima prevista di 8 euro, Filippi ha risposto specificando che «è stato tenuto volutamente basso per non caricare ulteriormente le bollette della Tari, sulle quali per le norme in vigore andrebbe a pesare un eventuale aumento».
Giovanni Bertoldi (Lega) ha sottolineato che l’indennizzo da disagio ambientale dovrebbe essere speso «prevalentemente in due direzioni: azioni per diminuire l’inquinamento, come appunto l’incremento del verde, e una riduzione delle bollette della Tari». Diego Lenzini (Pd) ha ribadito che l’indennizzo per il disagio ambientale è pagato, attraverso le bollette, da tutti i Comuni che conferiscono rifiuti al termovalorizzatore ed erogato quasi totalmente al Comune di Modena nel quale si trova l’impianto. «Aumentare l’indennizzo significa, quindi, aumentare la Tari: per Modena potrebbe essere positivo, perché riceverebbe più soldi di quelli che paga, ma bisognerebbe che anche gli altri Comuni fossero tutti d’accordo, è una scelta politica». —
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