Neonati in aumento: +80 La chiusura di Scandiano attira le pazienti reggiane
Si prospetta un 2020 in ripresa per quanto riguarda il numero dei bambini nati nell’ospedale di Sassuolo. È quanto si apprende dai dati forniti da, Maria Cristina Galassi. Il 2019 aveva avuto una contrazione rispetto al 2018 di circa cento parti: in totale si erano attestati a quota 1.069. Di questi, il 77% è avvenuto in maniera spontanea, il 18,8% con taglio cesario, il 21% ha invece richiesto l’induzione.
A Sassuolo viene praticato anche il parto in acqua che però, almeno nello scorso anno, ha interessato solo il 2,3% delle partorienti.
I numeri oggi sono diversi: in riferimento al solo mese di settembre, tra il 2019 e il 2020 c’è stato un incremento di ben 80 parti. Questo fa dunque pensare che la flessione dello scorso anno possa essere compensata con un leggero incremento rispetto al 2018.
Su Sassuolo gravitano molti parti relativi a una parte della montagna, dopo la chiusura del punto nascita di Pavullo nel 2017, e del comprensorio delle ceramiche sia del modenese sia reggiano. In modo particolare sull’incremento, si apprende da fonti sanitarie, è incisa anche la chiusura del punto nascita dell’ospedale “Magati” di Scandiano, il quale attualmente è stato riconvertito in ospedale Covid per pazienti acuti e post-acuti che non necessitano di ventilazione invasiva intensiva o semintensiva.
Al di là di questo il punto nascita di Scandiano, a cui oggi è scaduta la deroga concessa dal Ministero della Salute nell’ottobre 2017 per il mancato raggiungimento di 500 parti in dodici mesi, non ha raggiunto nemmeno negli ultimi anni i livelli attesi tanto che si prospetta una chiusura definitiva. —
D.D.
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