Gazzetta di Modena

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Nuove antenne: «Elettrosmog nei limiti»

Iniziato l’iter per l’installazione dei 35 impianti 5G. Sì del Consiglio comunale «Ma si informino i cittadini dei possibili effetti»

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Promuovere iniziative per informare i cittadini sulle caratteristiche della tecnologia 5G e impegnarsi per mantenere invariati gli attuali limiti a cui sono soggette le emissioni elettromagnetiche degli impianti di telecomunicazione per la telefonia mobile iperveloce.

Sono gli inviti contenuti nei due ordini del giorno sulla tecnologia 5G presentati rispettivamente da Paola Aime (Verdi) e da Enrica Manenti (M5s) e approvati dal consiglio comunale.

Nella presentazione del documento, la consigliera Aime ha parlato dei potenziali benefici della rete 5G per la società, destinati anche a sostenere la digitalizzazione delle imprese, dei trasporti e degli uffici pubblici, rilevando tuttavia la necessità di «considerare ogni possibile impatto collaterale negativo» e che la diffusione della tecnologia deve avvenire nel rispetto del principio di precauzione. A Modena, ha continuato Aime, «Arpa ha lavorato bene, in collaborazione con i gestori nella distribuzione delle antenne, portando ad avere un valore di 3 volt su metro» contro i 6 volt su metro, per i luoghi con permanenza superiore a quattro ore, che rappresenta il limite attivo in Italia.

La mozione, suggerendo all’Amministrazione di considerare anche le connessioni via cavo per tutti gli edifici pubblici o di nuova costruzione attraverso collegamenti alla fibra ottica, chiede maggiore sensibilizzazione sul tema del 5G. In particolare, Aime domanda di «organizzare iniziative per informare la popolazione in maniera corretta e sul fatto che i limiti consentiti in Italia sono cautelativi almeno per due delle frequenze più usate dal 5G» e indica al Comune di farsi portavoce con i parlamentari modenesi «con l’obiettivo che vengano inserite nei programmi scolastici lezioni sull’uso dei telefoni cellulari».

La mozione del M5s, presentata in aula dalla consigliera Enrica Manenti, rileva che l’Italia ha un limite di potenza massima dei campi elettromagnetici ambientali molto basso, nel rispetto del principio di precauzione. «Un limite che non deve essere modificato al rialzo». Citando anche i contenuti della commissione consiliare Seta dell’1 settembre, il documento spiega che a Modena sono in istruttoria 35 richieste di installazioni di antenne 5G e che negli ultimi mesi l’assessorato all’Ambiente si è già espresso su «alcune richieste di installazione e richieste di riconfigurazione da parte di diversi gestori telefonici». In caso di nuove antenne, Manenti chiede il rispetto delle massime garanzie possibili sulla salute, sulla privacy e sul rispetto dei diritti civili.

L’ordine del giorno invita a «organizzare incontri nei quartieri, in cui sia possibile ascoltare esperti sui possibili effetti su salute e ambiente della tecnologia 5G». —

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