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«Bando casa boom Abbiamo visto giusto: è la riscoperta della montagna»

Daniele Montanari

Il presidente della Regione ospite al Firenze per presentare il suo libro fa il punto sulle strategie di rilancio che partono dal ripopolamento 

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IL DIBATTITO

Fanano

«Bisogna fare scelte in nome della qualità dei servizi. È questo ciò di cui ha bisogno la montagna, ed è su questa strada che intendiamo muoverci con determinazione».

Lo ha sottolineato il presidente della Regione Stefano Bonaccini nella sua nuova tappa appenninica: a Fanano stavolta, dove all’Hotel Firenze ha presentato il suo libro “La destra si può battere” (Piemme). Il dialogo con Simone Monari (Repubblica) è partito da qui, tra diversi ricordi dell’intensissima campagna elettorale condotta contro Lucia Borgonzoni e Matteo Salvini. Ma poi si è parlato tanto di Appennino, di quella montagna che per Bonaccini ha bisogno di un forte investimento su welfare e sanità. A partire dalla questione principe da tre anni a questa parte: il Punto nascita di Pavullo. «Lo abbiamo chiuso applicando la direttiva del 2011 del Governo Berlusconi sulla soglia dei 500 parti - ha sottolineato - c’era una ragione tecnica ma nella gente è passata l’idea che volessimo togliere dei servizi. Non era e non è così, tanto che stiamo lavorando per la riapertura: a giorni chiameremo i sindaci per discutere in che modo riaprire, perché io l’impegno lo voglio portare a termine. Senza il Covid ci saremmo arrivati già entro quest’anno. So che mi diranno che non si troveranno medici disposti ad andare nei Punti nascita di montagna, ma io dico: cambiamo le norme e vediamo di pagarli meglio rendendo più appetibile il lavoro qui».

La Regione intanto sta rendendo appetibile l’abitare qui con il bando casa che prevede contributi dai 10 ai 30mila euro per le giovani coppie che comprano o ristrutturano casa. È stato finanziato con 10 milioni e, partito il 15 settembre, è in scadenza al 30 ottobre. È dunque tempo di un primo bilancio, che è da boom: «Abbiamo ricevuto tantissime domande - ha rimarcato - è possibile che si arrivi a una richiesta doppia rispetto ai 10 milioni stanziati. Questo vuol dire tre cose: intanto che abbiamo visto giusto nel lanciare questa iniziativa ascoltando una richiesta che ci veniva dal territorio. Poi che la misura a questo punto andrà resa strutturale, con fondi costanti per i prossimi cinque anni. Terzo aspetto, evidentemente è un momento in cui c’è grande attenzione alla montagna, anche a seguito della riscoperta dei grandi spazi legata al Covid».

Tra le richieste del pubblico, quella di sbloccare la burocrazia che da anni paralizza la seggiovia del Secondo Tronco del Cimoncino, splendida (conduce al punto più alto del comprensorio) ma desolatamente chiusa. E soprattutto di porre sul tavolo la questione Parco: «Sfido qualcuno a dire che è un vantaggio per il territorio - ha detto il maestro di sci Luigi Foli - ma la Regione non può intervenire?». «Il Parco non può essere un ente che provoca immobilismo - ha risposto Bonaccini - vi garantisco che affronteremo la questione presto: all’interno della nuova Conferenza sulla Montagna che ho intenzione di convocare all’inizio del prossimo anno, ci sarà modo di discutere di tutto. Dobbiamo far sì che la montagna diventi una priorità».



Tra il pubblico erano presenti anche il neosindaco di Montese Matteo Deluca e il vice Daniele Berti. Ben rara finora la presenza di una rappresentanza istituzionale “di là dall’acqua” in un’iniziativa del Frignano: è stata un po’ la conferma da parte di Deluca della volontà di rompere con lo “splendido isolamento” in cui Montese ha vissuto negli ultimi anni. E infatti a fine incontro ha sottolineato: «Io sono appena arrivato, ma credo che mai come in questo momento in montagna sia fondamentale per noi piccoli Comuni fare gruppo e ragionare in un’ottica più ampia rispetto ai campanili. Anche la Regione ci stimola a questo: dobbiamo cogliere le opportunità». —

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