Claudia, volontaria sulla nave dei migranti al largo della Sicilia
Claudia De Vito ha 20 anni, è carpigiana e ha iniziato tre anni fa, minorenne, il volontariato alla Croce Rossa. Claudia è appena tornata da una missione organizzata dalla Croce Rossa nazionale: è atterrata a Palermo ed è salita sulla nave Aurelia, dove ci sono immigrati provenienti da diversi Paesi, in quarantena, in attesa di entrare in Italia.
«Fin da piccola ho sempre coltivato la passione per il mondo sanitario - racconta Claudia - In Croce Rossa faccio turni anche due o tre volte la settimana: ho iniziato con mia sorella dal corso base per volontariato fino all’Emergenza - Urgenza».
Claudia viene a sapere della missione organizzata dalla Croce Rossa nazionale tramite il portale dove vengono richieste le disponibilità di volontari da un minimo di due settimane, in supporto ai migranti per la sorveglianza sanitaria. «Ne ho parlato in famiglia e mi hanno lasciata libera di inseguire questo obiettivo - prosegue la 20enne volontaria - Così ho dato la mia disponibilità e ho ricevuto un biglietto aereo da Verona per Palermo, dove averi trovato un accompagnatore per raggiungere la nave Aurelia, una nave italiana al largo di Trapani. I primi giorni è stato molto difficile: ti scontri con situazioni psicologiche pesanti. Ci sono migranti che si portano dentro macigni: arrivano al Bangladesh , dall’Africa subsahariana, ma anche tunisini, senegalesi... Arrivano da numerosi Paesi.Sulla nave c’erano 480 immigrati, sul mio ponte 81, all’ultimo c’erano i positivi al Covid Ci siamo organizzati tra colleghi per tenere lezioni dall’inglese o dal francese per imparare l’italiano. Insegnavamo loro a pulirsi la camera da soli e non sempre questo è scontato: arrivano da condizioni molto povere... Abbiamo fatto giocare i bimbi con la pasta di sale e la carta. Loro hanno apprezzato molto. Tra gli episodi che mi hanno toccata di p iù, c’è la lettera di un ragazzo, in francese che ci ha ringraziati per tutto il lavoro che come Croce Rossa italiana facciamo . Mi ha scritto che sarò sempre una sua amica in qualsiasi luogo del mondo mi trovi». Tra le tante storie vissute c’è quella nata tra due ragazzi, la donna al piano di sopra e lui di sotto, che si sono conosciuti e innamorati in barca. «Per farli stare a contatto realizzavamo video con lei e li mostravamo a lui. E viceversa - conclude Claudia - Mi ha colpita molto. E mi ha fatto toccare con mano il senso di umanità, la parola che più rispecchia questa missione». —
S.A.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
