Gazzetta di Modena

Modena

chioschi. dopo le sentenze del tar 

Lido Park e Habanero: la Lega porta in Consiglio il caso dei permessi

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Antonio Baldini, consigliere comunale “Lega Modena”, ha presentato in Consiglio comunale un’interrogazione sui possibili risvolti della due sentenze del Tar Emilia-Romagna, che il 23 aprile e il 20 maggio di quest’anno hanno dichiarato l’illegittimità degli atti amministrativi comunali con cui nel 2014 i titolari dei chioschi “Habanero” (detto “Serafini”) e “Lido Park” vennero dichiarati decaduti dai permessi di costruire per il mancato rispetto del termine per l’inizio dei lavori.

Scrive Baldini: «Le due recenti sentenze del Tar sono un duro colpo alla credibilità del governo cittadino di centro-sinistra e dimostrano l’evanescenza degli “indirizzi di governo” programmatici, ribaditi anche all’inizio della nuova consiliatura dal sindaco Muzzarelli: il “buon governo”, “Modena in cammino” o Modena “città amica”, di fronte alla vicenda di due imprenditori che hanno dovuto attendere più di sei anni per vedere riconosciute le proprie ragioni dalla giustizia amministrativa ingaggiando avvocati contro il Comune, appaiono ora più che mai come beffardi slogan totalmente sganciati dalla realtà».

«Va precisato - chiarisce Baldini - che gli atti amministrativi con cui i due ricorrenti furono dichiarati decaduti dai rispettivi permessi di costruire furono emanati nel marzo del 2014 (“Giunta Pighi”), ma furono fatti propri quattro mesi dopo dalla giunta del neo-sindaco Muzzarelli, che con una delibera - paradossalmente intitolata “valorizzazione del Parco delle Rimembranze o delle Mura” - ridusse nel “Parco delle Mura” il numero dei chioschi da dodici a cinque in tutto. L’attuale sindaco all’inizio della scorsa consiliatura promise che l’area del Lido Park sarebbe stata comunque “recuperata” in quanto presidio “estremamente importante” per la città, ma ciò non è mai avvenuto: il degrado e il penoso stato di abbandono di quello che per decenni è stato un tradizionale punto di ritrovo estivo per intere generazioni di modenesi è sotto gli occhi di tutti ed è inaccettabile che la vicenda giudiziaria che ha visto come protagonisti due imprenditori sia passata sotto silenzio per anni». —

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