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finale 

Massa saluta il dottor Serafini Trent’anni al servizio del paese

Saverio Cioce

Il medico segue ottocento pazienti. «Il rapporto umano resta alla base di tutto» «Con l’assistenza domiciliare anche la presenza dell’ospedale è più vicina»  

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FINALE

Trent’anni di lavoro e una conoscenza precisa di 800 pazienti stanno per andare in archivio, con il pensionamento di uno dei medici che presidiano la salute dei Massesi. A fine mese infatti il dottor Andrea Serafini, 70 anni a novembre, uno dei quattro sanitari di Massa Finalese, lascerà l’ambulatorio per andare in pensione. Un bel traguardo per uno come lui che nei primi anni dopo la laurea ha lavorato per un decennio in altri ambiti prima di tornare nel suo paese d’origine.

«È stata una bella soddisfazione poter lavorare qui nei luoghi dove sono cresciuto - racconta - Mi sono sempre sentito a casa anche in momenti delicati. Sa, la professione pone noi medici di fronte a scelte difficili, a comunicazioni dure sulle diagnosi. Non si può sempre guarire ma stare vicino ai malati, curarli sempre al meglio, questo sì, è il nostro dovere».

Che cosa vorrebbe dire ai suoi pazienti?

«Non è ancora il momento degli addii, sa? Però da molto tempo sanno che dal 31 ottobre non sarò più il loro medico e ci hanno tenuto a farmi capire il loro dispiacere per il mio pensionamento. Anche per me è lo stesso. Mi hanno espresso la loro stima in ogni modo, per l’aspetto professionale, ma credo che per tutti si tratti di un rapporto umano che necessariamente si interrompe. Spiace anche a me ma la vita va avanti».

Si sa chi verrà a sostituirla? I suoi pazienti sono tutti della frazione, molti sono anziani, si spostano solo in bicicletta. Insomma, quegli otto chilometri di distanza sino a Finale pesano

«Lo so bene. Spero e credo che si troverà una soluzione. So che ci sono contatti a livello di distretto con chi verrà dopo di me, una collega originaria di San Matteo della Decima, nel Bolognese, che dovrà fare la pendolare. Mi auguro che tutto si risolva per il meglio, senza interruzioni nell’ambulatorio e con la soddisfazione di tutti, a cominciare dei pazienti. Spero che passino tutti con lei».

In paese però c’è fermento perchè non ci sono ancora certezze sul cambio

«Lo so. Ma mancano ancora venti giorni, ci sono questioni amministrative da sistemare. Non ne farei un caso a tutti i costi. La dottoressa Noemi Scagliarini che prenderà il mio posto sta cercando di organizzarsi al meglio visto che trasferire un’attività come un ambulatorio di medicina di base non è una cosa semplice».

Se dovesse fare un bilancio come valuta i cambiamenti tra quando è arrivato a Massa da giovane medico a oggi? Quali i cambiamenti sulle malattie e le cure a disposizione?

«Parlando da medico di base devo dire che i passi in navanti nelle terapie e nei farmaci sono stati enormi, anche per le patologie più gravi. Le indagini diagnostiche hanno fatto passi da gigante, sono sempre più precise e questo permette una grande opera di prevenzione. Le malattie cardiocircolatorie e i i tumori possono essere intercettati con molto anticipo. Anche da noi le aspettative di vita per i malati con queste patologie sono migliorate e la chirurgia ha permesso anche guarigioni che trent’anni fa erano impensabile. E poi il servizio infermieristico come quello che abbiamo oggi è una garanzia di collaborazione stretta con l’ospedale sul territorio». —

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