Patenti, un calvario per il rilascio «E tutti tacciono»
Camilla (nome di fantasia) è una giovane modenese «abbastanza arrabbiata» con la Motorizzazione Civile. Da giorni si scontra con tempi burocratici che s’incastrano male con l’esigenza della vita quotidiana.
La giovane è una professionista a cui serve l’auto per lavorare. Soprattutto, le occorre la patente «entro fine ottobre» in vista di un trasferimento all’estero. La risposta dall’ufficio di via Galilei? «Nessuna».
La giovane si è vista ritirata la patente il 4 luglio a Cesenatico. «Non ho battuto ciglia», commenta la giovane. Tasso alcolemico di 0,83, tre mesi di stop. Comincia l’iter per riottenere il documento. Il 23 settembre supera la visita della commissione medica dell’Ausl di Modena. In questo modo la patente sarà valida per un anno. Il 4 ottobre scade lo stop dei tre mesi. Già due giorni prima, Camilla scrive alla Motorizzazione per ottenere il duplicato della patente. Presenta il certificato medico dell’Ausl. Allega il documento della Prefettura di Forlì-Cesena (competente per l’infrazione) con la data della fine della sospensione e la richiesta di presentarsi in via Galilei. «Non mi hanno mai risposto né al telefono né alla mail - recrimina Camilla - e non ho avuto nemmeno risposta dall’Ufficio patenti della Prefettura. Non ho compreso se mancano le persone o altro, ma sono abbastanza arrabbiata. Come me, ci sono tantissime persone in attesa dei tempi della Motorizzazione».
L’8 ottobre la giovane presenta il caso alla Prefettura di Forlì-Cesena e domanda «un celere responso». Alle 15 di ieri la risposta non era arrivata. A vuoto le telefonate alla Motorizzazione sul tema.
La segreteria telefonica spiega che gli uffici sono chiusi. Indica l’indirizzo a cui scrivere (urp_upmo@mit.gov.it). Spiazza con la richiesta di parlare con un operatore per poi specificare che non v’è nessuno disponibile. Scrivendo all’indirizzo, la risposta arriva dopo 24 minuti: «La cassetta postale del destinatario è piena e non può accettare messaggi in questo momento. Riprova a inviare il messaggio più tardi». Vincenzo Credi, presidente di Aci Modena, garantisce «una ripresa a pieno ritmo» dell’Aci. Per casi come quello di Camilla, la competenza resta però della Motorizzazione. —
G.F.
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