Gazzetta di Modena

Modena

Cispadana, servono altri soldi pubblici

Francesco Dondi

Lo certifica il Ministero dei Trasporti. L’investimento aggiornato è di 1.320 milioni. Il M5S: «Non diventi un’autostrada»

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«A fronte del costo dell’investimento aggiornato pari a circa 1.320 milioni di euro, per garantire la sostenibilità economico-finanziaria è indispensabile prevedere lo stanziamento di ulteriore contributo pubblico a fondo perduto rispetto a quello già messo a disposizione dalla Regione Emilia-Romagna». Così il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, tramite la replica del viceministro Giancarlo Cancellieri, ha risposto a una interrogazione parlamentare della Lega sul futuro della Cispadana (a fianco come dovrebbe essere il casello tra Rivara e Massa) , già in bilico in quanto legata al rinnovo della concessione dell’A22 ad Autobrennero. Spiegando come sia attualmente in corso «il confronto con la Regione, il concessionario Autostrada Regionale Cispadana Spa e gli altri soggetti coinvolti nella realizzazione dell’infrastruttura, al fine di superare le criticità finanziare».

A queste parole arriva la reazione dei 5 Stelle: «Si tratta però solo di una possibilità, non di un obbligo per lo Stato, rispetto a un’opera che sempre è stata definita “regionale”. E, per noi del Movimento 5 Stelle, lo Stato e il Ministero dei Trasporti non deve concedere tale finanziamento – dicono i parlamentari emiliano-romagnoli e la capogruppo in Regione, Silvia Piccinini - Siamo favorevoli alla costruzione di una strada a scorrimento veloce e gratuita che maggiormente è attinente alle esigenze del territorio. La priorità è la manutenzione, e confidiamo nel ministro De Micheli e nel leale ascolto delle forze politiche della maggioranza affinché il ministero non conceda contributi statali per l’autostrada regionale». Di tutt’altro avviso è invece Paolo Negro, capogruppo delle Liste Civiche - Pd nell’Unione: «Basta, bisogna chiudere il cerchio per sbloccare la Cispadana: ne va del destino economico della Bassa. Lo abbiamo chiesto anche con un lettera al presidente Bonaccini e al Ministro De Micheli. Siamo ad un tornante storico, lo sblocco effettivo è ora ancora più vitale per sostenere lo sviluppo e la competitività del distretto biomedicale al centro dell’attenzione a livello mondiale che non può attendere oltre. Sappiamo che il nodo principale e decisivo è costituito dal rinnovo della concessione autostradale dell’A22 ad Autobrennero, soggetto su cui fa perno la cordata che si è aggiudicata il project financing per l’autostrada Cispadana. Concordo con la posizione del presidente della Provincia Tomei: la via di tornare a Bruxelles sarebbe quella da privilegiare, ma chiediamo che qualunque sia la soluzione che entro la fine dell’anno si sceglierà di percorrere per lo sblocco della concessione autostradale dell’A22 si assicurino, si “blindino”, le condizioni economico-finanziario e temporali per l’avvio effettivo della Cispadana in tempi certi. Ora o mai più». In casa Lega, invece, lo stop sull’A22 impone riflessioni sull’Europa. «Da anni Regione e Governo sul tema delle due grandi infrastrutture attese dal nostro territorio promettono e non mantengono e ora giocano allo scaricabarile con l'Europa – dicono il senatore Lega Stefano Corti, il deputato Guglielmo Golinelli e il consigliere regionale Stefano Bargi - Con la questione Autobrennero bloccata, l'inizio dei cantieri per Bretella e Cispadana subiranno l'ennesimo rinvio sine die. Agli imprenditori del distretto ceramico o del biomedicale che da decenni fanno appelli per pretendere l'avvio dei lavori non bastano le sterili prese di posizione delle istituzioni locali nei confronti dell'Europa o del Governo». —



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