Via Ancora sempre pericolosa per gli studenti in attesa del bus
Cristina Cerruto: «Da anni chiedevamo di mettere in sicurezza la fermata Amo dice che fare interventi è impossibile e ha tolto la possibilità di salita»
Dall’inizio dell’anno scolastico, ogni mattina, un gruppetto di studenti delle scuole superiori residenti nel tratto finale di via Ancora, la lunga strada che da Sassuolo porta in direzione di Magreta, deve fare dieci minuti a piedi per raggiungere la fermata del bus con cui vanno a lezione.
Il problema? Su via Ancora non ci sono marciapiedi e i veicoli viaggiano a forte velocità. La segnalazione di quanto accaduto arriva da una residente del posto, Cristina Cerruto, che ha seguito tutta la situazione e ha chiesto aiuto affinché venisse resa pubblica. Nella zona pianeggiante lungo Secchia ci sono una serie di case sparse che facevano riferimento a quella fermata dell’autobus. I mezzi pubblici fanno un giro ad anello che passa da lì e poi da Magreta prima di rientrare a Sassuolo.
«Da anni chiedevamo che la fermata del bus fosse messa in sicurezza, non che venisse rimossa», spiega la residente, evidenziando come il problema alla fine è stato eliminato alla radice. «Lì c'era soltanto il palo con indicata la fermata, non una pensilina - spiega la signora Cerruto - Il problema è che ci sono delle piante a ostruire la visuale, quindi alcuni autisti non riuscivano a vedere la fermata. Talvolta frenavano tardi, in alcune situazioni i bus sono andati dritto. Specialmente con la nebbia, la fermata si vedeva a fatica. Risultato: ho dovuto iniziare a far indossare a mia figlia il giubbotto catarifrangente e quando potevo scendevo in strada per fare all'autista segnale di fermarsi».
Negli anni la fermata è stata prima anticipata, poi ripristinata dopo le richieste dei residenti, infine rimossa nel corso della scorsa estate quando, fa sapere la cittadina sassolese, «sono venuti a fare dei sopralluoghi dopo aver inviato delle lettere di reclamo a Seta e poi ad Amo. Ci eravamo rivolti al sindaco Pistoni prima e a Menani, poi, senza ottenere risultati. La strada è provinciale: siamo in una terra di nessuno».
La mattina alle 7.10 quando arriva il bus, specialmente in inverno è ancora buio e camminare lungo la carreggiata non è sicuro. Non lo è nemmeno in altri momenti della mattinata, considerato che molti automobilisti, complice l’assenza di curve e la limitata densità residenziale, premono forte sull’acceleratore. Ieri mattina una carcassa di un gatto ai margini della strada, a pochi metri da dove si trovava la pensilina, ne era testimonianza.
Intanto Amo ha fornito una risposta in merito alle due fermate in località Cà Berselli. «La soppressione - dice l’ente in buona sostanza è stata decisa d’intesa con il Comune e la Provincia proprietaria della strada, vista l’impossibilità di procedere alla realizzazione di tutte le opere di urbanizzazione necessarie alla messa in sicurezza delle fermate, secondo le prescrizioni del Codice della strada». —
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