Omicidio di Pavullo, il magistrato: "Un femminicidio" La difesa: "Non intendeva farle male"
MODENA Davide Di Donna, il fornaio 50enne di Pavullo (Modena) arrestato seguito delle indagini del pm Marco Niccolini (non ancora chiuse) poiché ritenuto responsabile della morte della moglie 46enne Alessandra Perini è in carcere in misura cautelare per omicidio preterintenzionale, ma l'ipotesi di reato nei suoi confronti potrebbe anche mutare.
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A spiegarlo è il procuratore aggiunto Giuseppe Di Giorgio: «Il quadro attuale è di una causazione dolosa e volontaria di lesioni, poi interviene l'omicidio. Gli accertamenti potrebbero anche portare ad un cambiamento del quadro. Si stanno valutando possibili altre violenze avvenute in passato».
L'AVVOCATO DEL MARITO ACCUSATO DI OMICIDIO
«Stiamo parlando di un’indagine complessa anche dal punto di vista scientifico che essendo alle battute iniziali presenta ancora tanti e importanti punti oscuri che sicuramente dovranno essere chiariti»: così l’avvocato Guido Sola, coordinatore del dipartimento di diritto penale di Sc Avvocati Associati, dopo il colloquio questa mattina nel carcere di Modena con il suo assistito, Davide Di Donna, arrestato con l’accusa di omicidio preterintenzionale della moglie deceduta lo scorso primo ottobre dopo un malore.
«Il mio assistito, al momento in carcere, è un uomo afflitto, preoccupato per le figlie, entrambe minorenni, e distrutto per la perdita della moglie. Non riesce - ha affermato il legale - a farsi una ragione dell’accaduto, non intendeva fare male alla moglie men che meno ucciderla. Continuerà a collaborare con gli inquirenti in maniera aperta perchè i fatti vengano ricostruiti secondo verità storica», ha concluso l’avvocato Sola.
LA RICOSTRUZIONE
Un’emorragia di verosimile origine traumatica e altre ferite sul corpo: sono le indicazioni emerse dall’autopsia nell’inchiesta dei carabinieri sulla morte di Alessandra Perini, casalinga di 46 anni di Pavullo (Modena) deceduta lo scorso primo ottobre dopo un malore.
Il marito, Davide Di Donna, fornaio di 50 anni , è stato sottoposto lunedì scorso ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere con l’accusa di omicidio preterintenzionale della donna. Secondo l’ipotesi accusatoria, l’emorragia causa del decesso sarebbe nata in seguito alle lesioni inferte alla 46enne forse dopo una lite scoppiata qualche giorno prima.
La notte del primo ottobre, la donna aveva perso conoscenza: soccorsa dagli operatori sanitari del 118 era arrivata già priva di vita all’ospedale di Baggiovara. Le spiegazioni del marito, sottoposte ad un attento controllo da parte dai carabinieri di Pavullo e del nucleo investigativo, hanno indotto la Procura a richiedere la misura cautelare poi concessa dal gip di Modena.
Le indagini sono ancora in corso per ricostruire i rapporti all’interno della coppia nelle ultime settimane e per chiarire la dinamica dei fatti. Sequestrato anche l’appartamento dove vivevano i due coniugi.
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