Dai giovani tecnici di Hpe Coxa ideato esemplare unico di motore elettrico
È uno dei successi dei laboratori inaugurati ieri in azienda per le applicazioni di elettrificazione e intelligenza artificiale
Giovanni Medici
La mobilità elettrica e le applicazioni dell’intelligenza artificiale (AI) sono un presente che è già futuro: Hpe Coxa, azienda modenese che opera in vari settori fornendo servizi di ingegneria, progetti e prodotti, ha presentato ieri nella sua sede al villaggio industriale Torrazzi due Laboratori dedicati proprio a queste tendenze. I due laboratori occupano oltre venti ingegneri, la metà neolaureati, e sono il frutto della collaborazione con Università di Bologna e Università di Modena e Reggio Emilia. “ai LAB” si propone in particolare di approfondire l’Intelligenza Artificiale a diversi settori produttivi ed è l’occasione per Hpe Coxa di espandere la propria attività al di fuori dell’automotive. Vi lavorano otto ingegneri e ha all’attivo la realizzazione di alcune applicazioni in diversi campi.
“e LAB” e i suoi 13 giovani ingegneri sono al lavoro da un anno invece per disegnare, progettare e costruire un motore elettrico. E il ‘dimostratore’, l’esemplare unico che è uscito dalle loro mani, è stato mostrato proprio ieri, in occasione dell’inaugurazione. Hpe Coxa è presieduta da Piero Ferrari e il suo Ad è Andrea Bozzoli. Il “circolo virtuoso” incarnato da questa iniziativa è stato sottolineato da tutti i rappresentanti delle istituzioni convenuti ieri mattina alla presentazione pubblica dei due laboratori. Il lavoro comune di Università, Regione, Comune e azienda, il “fare sistema” in nome dell’apertura dei singoli soggetti coinvolti al territorio è stato il leit motiv degli interventi dei rettori degli atenei di Bologna e Modena e Reggio, Ubertini e Porro, del sindaco Muzzarelli, dello stesso presidente della Regione Bonaccini. Bozzoli ha ricordato dal canto suo come Hpe Coxa abbia deciso di impiegare nella sua “business unit” ultima nata il lavoro di oltre 60 ingegneri. Proprio sulla elettrificazione, la simulazione, l’Intelligenza Artificiale, temi che nei prossimi cinque anni prevedono investimenti enormi e ricadute sull’occupazione e i fatturati altrettanto notevoli.
«Pubblico e privato devono sposare una visione di futuro che possa andare oltre, territorio e relazioni fanno la differenza – ha spiegato il Sindaco Muzzarelli – Noi entro novembre apriremo a Modena ad esempio il Data center innovativo».
L’ai LAB sta lavorando per clienti «molto esigenti, una decina in tre settori; tra questi - ha detto Bozzoli - Ferrari e Technogym, mentre l’e LAB ha prodotto un primo motore elettrico in soli nove mesi di lavoro. Lavoriamo poi su altri progetti come gli assali elettrici, per il settore delle supercar ma anche per quello dei mezzi agricoli».
«Qualità, competenza, cooperazione ed integrazione: queste le parole chiave che devono essere la base da cui partire – ha detto il rettore di Unimore Carlo Adolfo Porro – e la stessa Università deve produrre laureati che abbiano una visione più strategica, multidisciplinare, che siano capaci di lavorare in team. Questi laboratori sono un eccellente esempio di come si deve operare insieme».
Parole sottoscritte dal collega bolognese Ubertini, che ha sottolineato come le stesse Università devono essere capaci di lavorare non solo assieme ma aprendosi di più al territorio: «Gli studenti presso le aziende sono ancora troppo pochi». Il presidente Bonaccini ha chiuso infine la serie degli interventi ricordando come nel nuovo Patto per il lavoro e per l’ambiente della Regione «la sostenibilità dovrà essere un pilastro, anche per attrarre investimenti in Emilia-Romagna una volta che ci sarà la ripresa post Covid». —
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