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il caso serafini 

Habanero, punto per il Comune Sospesa la sentenza del Tar

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Un punto a favore del Comune nella complessa vicenda del chiosco Habanero: nei giorni scorsi, il Consiglio di Stato ha detto sì alla richiesta avanzata dall’amministrazione di piazza Grande di sospendere l’esecutività della sentenza del Tar che in maggio aveva accolto il ricorso presentato da Carlo Serafini in relazione a uno dei chioschi del Parco delle Mura. Si tratta del chiosco Habanero, dunque, per il quale il Tribunale amministrativo regionale aveva accolto il ricorso presentato da Serafini - così come quello avanzato da Michael Moccia del Lido Park - dichiarando di fatto nullo l’atto con cui nel 2014 il Comune aveva sancito la decadenza del permesso di costruire a causa della mancata partenza dei lavori. Ritardo che però, secondo il Tribunale amministrativo, «non è dipeso da colpa del ricorrente, ma da fatto imputabile all’amministrazione, che conseguentemente avrebbe dovuto ritenere il ritardo giustificabile».

Una sentenza che ora è stata sospesa dal Consiglio di Stato, come ha spiegato ieri in Consiglio comunale l’assessore all’Urbanistica Anna Maria Vandelli, che ha risposto a un’interrogazione presentata da Antonio Baldini della Lega. Per quanto riguarda l’analoga sentenza del Tar sul ricorso di un altro gestore, quello del Lido Park, il Consiglio di Stato si pronuncerà nei prossimi giorni sul ricorso del Comune.

Dopo aver riepilogato le diverse fasi del progetto di riqualificazione del parco, caratterizzate anche dalla vicenda giudiziaria che portò al sequestro delle strutture, e aver sottolineato l’apertura dei tre chioschi dissequestrati dopo la sentenza di assoluzione, l’assessore Vandelli ha ribadito che «il Comune intende rispettare quella sentenza, anche e soprattutto nelle parti della motivazione», e ha precisato come, in questa fase, si sia in «rispettosa attesa» dell’esito dell’appello presentato da Italia nostra. Per la riattivazione del programma, comunque, il percorso è stato già delineato in più occasioni e il Piano di valorizzazione del Parco, che dovrà essere approvato dal Consiglio comunale e dovrà ottenere il via libera della Soprintendenza, sarà caratterizzato dalla presenza di cinque chioschi (tra i quali i tre attualmente aperti) con l’obiettivo di salvaguardare la “passeggiata” e offrire un efficace presidio per la sicurezza del luogo. Tra i cinque chioschi ci sarà anche il Lido Park, ha assicurato l’assessore Vandelli, mentre è escluso che sia realizzabile quello mai avviato nell’area del Cedro. Le modalità di assegnazione delle gestioni saranno definite nell’ambito del percorso.

Rispondendo a una delle richieste dell’interrogazione, l’assessore ha precisato che non ci sono al momento richieste d’indennizzo: «C’è un dialogo avviato con tutti coloro che ritengono di avere una posizione giuridicamente tutelata - ha detto - anche con l’obiettivo di sapere se sono interessati ad altre collocazioni per le proprie attività». —

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