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DI DONNA LAVORA Lì DA 10 ANNI 

Sconcerto al forno Tazzioli: «Mai avuto problemi con lui»

D.M.
Sconcerto al forno Tazzioli: «Mai avuto problemi con lui»

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LE REAZIONI

L’altro luogo dove si sta vivendo l’eco dell’omicidio tra sconcerto e incredulità è il notissimo forno Tazzioli di Pavullo. Davide Di Donna infatti da più di un decennio ormai lavorava lì. Dopo il periodo in cui con la moglie aveva gestito in proprio un forno in via Mazzini, si era messo alle dipendenze di Giuseppe Tazzioli. Faceva soprattutto il turno di notte, ed era venuto a lavorare anche lunedì. Poi gli è piombato addosso l’arresto, di cui ovviamente è stato informato anche il forno spiegando che per un po’ il dipendente non sarà più disponibile. A livello lavorativo ci si è organizzati rimodulando i turni, non è questo il problema. Lo è casomai il pensiero che ritorna di continuo in queste ore al collega e amico in molti casi. Con l’incapacità di darsi una spiegazione.

«Credo che si debba andare cauti a formulare dei giudizi su questa vicenda - dice il mitico Tazzio, con i suoi 87 anni - per parte mia non ne esprimo affatto, lascio che chi indaga faccia bene il suo lavoro. Mi limito a dire che sul posto di lavoro Davide si è sempre comportato bene facendo il suo dovere, non per nulla è qui con noi ormai da più di dieci anni».

Tra i suoi colleghi c’è il 27enne Giuseppe Biddeci: c’era lui in servizio ieri pomeriggio, e dietro la cortesia e il viso sorridente immancabile nei confronti di chiunque entri nel negozio, non ha nascosto i suoi pensieri per l’accaduto: « È un anno e mezzo che lavoro qui - ha raccontato - e col fatto che io di solito sono al diurno e Davide il notturno, mi è capitato di vederlo solo un paio di volte. Cosa posso dire? L’impressione è stata quella di un bravo ragazzo: non avrei mai pensato che un giorno potesse essere accusato di una cosa tanto grave. Io non riesco a capire come si possa arrivare alla violenza sulle donne: sono allo stesso livello degli uomini e devono essere trattate con lo stesso rispetto, sul lavoro e tra le mura di casa».In paese l’onda emotiva lasciata dalla notizia dell’accusa i omicidio è molto forte. Alessandra era conosciuta da tanti anche per il periodo in cui aveva lavorato per una ditta di distribuzione pasti all’ospedale di Pavullo. Tutti la descrivono come una donna tranquilla, e una madre premurosa. Su di invece i giudizi si dividono: i diversi riferiscono di aver sentito di re che l’aveva picchiata più volte, e che i carabinieri erano arrivati a casa loro anche quando abitavano a Renno. —

D.M.

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