«Un crimine feroce Il nostro pensiero adesso va alle due ragazzine»
Ferrari di Udi: «Definirlo “preterintezionale” rischia di minimizzarne la gravità»
l’intervento
«Definire “preterintenzionale” un femminicidio conseguente a un pestaggio, reiterato nel tempo, appare come uno dei tanti eufemismi con cui si tende a minimizzare la gravità dei crimini contro le donne». Sono queste le parole di Giovanna Ferrari, socia di Udi Modena (Unione Donne in Italia) e madre di Giulia Galiotto uccisa dal marito nel 2009. L’associazione si occupa da tempo nella battaglia alla violenza sulle donne. «Apprendiamo con sgomento e indignazione la notizia dell’ennesimo femminicidio, che ci coinvolge in modo particolare perché accaduto nel territorio modenese, a Pavullo. Un atto gravissimo oltre che prova inconfutabile della violenza maschile che, nonostante lo strascico di dolore e lacerazione nel tessuto parentale e sociale, continua con le proprie logiche deliranti di terrore e morte a rinvigorire il contesto culturale che lo ha partorito. Lo fa attraverso la riproduzione spesso inconscia di modelli arcaici di dominio maschile. Lo fa attraverso la deresponsabilizzazione del violento e, per contro, la colpevolizzazione della vittima. Come pensiamo sia accaduto nel processo per stupro appena concluso in cui siamo state costituite parte civile». Ferrari nel suo intervento vuole inoltre porre l’accento su di un aspetto particolarmente importante: «Il femminicidio difetta tutt’ora, malgrado i notevoli passi compiuti, di un’adeguata sanzione sociale e culturale». Quindi la vicinanza di Udi ai parenti e in particolare alle figlie «rese orfane di madre dal proprio padre».
L’associazione quindi «ribadisce ferma condanna alla violenza maschile sulle donne in quanto violazione dei più elementari diritti umani». Ferrari inoltre i aggiunge: «Ci aspettiamo che lo stesso fermo atteggiamento di condanna di un crimine tanto deprecabile esca con chiarezza dal percorso giudiziario. Affinché la sanzione contribuisca ad una conversione culturale».
Le fa eco Serena Ballista, presidente di Udi Modena: «Un appello a denunciare? - sono le sue parole - Certo, ma l’appello è da rivolgere soprattutto agli uomini che sono gli unici responsabili della violenza contro le donne. Donne che sanno benissimo quali sono le loro libertà. Discorso diverso, come detto, per chi compie queste violenze».
E.b.
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