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BIOMEDICALE 

Da Mirandola invenzione che apre la via a nuovi trapianti di polmone, fegato, rene

Stefano Turcato

L’azienda Aferetica, in sinergia con l’americana CytoSorbents, ottiene la certificazione per l’applicazione negli ospedali

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Stefano Turcato

Un sistema terapeutico che viene già definito rivoluzionario nell’ambito dei trapianti di organi nasce a Mirandola per l’intraprendenza e i talenti di una start up biomedicale che ha già saputo crescere al punto di diventare una delle cosiddette “Pmi innovative”. È Aferetica che ha annunciato, con il partner internazionale CytoSorbents (New Jersey, Usa) l'approvazione all’uso clinico da parte dell'Unione Europea del sistema integrato PerLife, un “ponte per il trapianto”, dedicato al trattamento pre-trapianto degli organi solidi come rene, fegato, polmone. Da novembre è prevista l’applicazione clinica del sistema. Obiettivo del rivoluzionario sistema terapeutico integrato PerLife «è aumentare la disponibilità di organi trapiantabili - dice Aferetica - e il successo dei trapianti, a partire da fegato e rene, gli organi più trapiantati in assoluto, aiutando a preservare gli organi disponibili e a riabilitare quelli non ottimali, per contribuire a soddisfare la crescente domanda mondiale di organi. Esigenze rese sempre più pressanti per i tassi record di insufficienza renale ed epatica e per vere e proprie emergenze sanitarie, a livello globale: invecchiamento della popolazione, diabete, ipertensione, obesità, alcolismo, epatite e altre patologie che influenzano la progressione sia delle malattie renali che di quelle del fegato».

Gli organi immediatamente idonei per il trapianto sono scarsi, l’età media dei donatori aumenta, fortunatamente, in maniera continua, mentre il numero di pazienti in attesa di trapianto continua a crescere a livello globale, con oltre 150.000 candidati in attesa di trapianto nella sola Europa. Nel 2019 41.000 pazienti hanno ricevuto trapianti di organi solidi nella Ue, mentre 48.000 pazienti sono stati aggiunti alle liste di attesa e circa il 4% (6.000) è morto in attesa di un trapianto. In Italia, nonostante gli enormi progressi degli ultimi anni, solo un terzo dei pazienti in lista di attesa accede ogni anno al trapianto d’organo.

Aferetica e CytoSorbents hanno lavorato a diretto contatto da oltre 3 anni, per garantire compatibilità e sempre nuove applicazioni cliniche delle tecnologie e hanno stretto un accordo di partnership per realizzare il lancio congiunto del sistema dedicato al trapianto, a livello internazionale.

Il sistema realizzato potrà risolvere in misura notevole il problema determinato dai cosiddetti “donatori marginali”, i donatori i cui organi non soddisfano pienamente tutti i requisiti di selezione, soprattutto a causa dell'età avanzata. Con la perfusione e la depurazione, sia del rene che del fegato dopo il prelievo e prima dell’impianto, diventa possibile il recupero di organi che non sarebbero trapiantabili, oltre a migliorare l’esito del trapianto.

«La domanda di organi da donatori continua a superare la disponibilità - spiega l’azienda mirandolese - i centri trapianto procedono integrando organi “ideali” con organi cosiddetti “marginali” che consentono di aumentare la platea di organi disponibili e salvare vite, altrimenti destinate a essere perse. Ma alcuni studi suggeriscono che gli organi di questo pool di donatori ampliato manifestino un rischio più elevato di fallimento del trapianto e rigetto dell'organo, rispetto agli organi “ideali”. La piattaforma PerLife e il sorbente “PerSorb - Ecos-300Cy” hanno il potenziale per cambiare in modo significativo la disponibilità degli organi destinati al trapianto e a migliorare l’esito del trapianto stesso».

«Con PerLife e la sua certificazione europea - dice Mauro Atti, Ad Aferetica - pensiamo di compiere il passaggio dalla fase pionieristica a quella della clinica per tutti della perfusione d’organo. Il sistema è stato messo a punto in cinque anni di lavoro. Dopo un lancio iniziale in Italia, abbiamo in programma di commercializzare la nostra terapia in tutta la Ue e nei Paesi che accettano l'approvazione dell'Unione Europea. Abbiamo in atto una collaborazione con CytoSorbents anche per il trattamento di patologie gravissime, nel cui ambito si scatena la cosiddetta tempesta citochinica, come nella Sepsi e nei pazienti Covid più gravi. Oggi allarghiamo questa collaborazione nel campo dei trapianti».

Per avere un’indicazione quantitativa sugli effetti di questa innovazione rispetto ai trapianti di organi, un dato viene offerto dallo stesso Atti: «Posso fare riferimento all’esperienza già attuata a Torino - afferma l’Ad - dove, per quanto riguarda il polmone, si è registrato un 30% di recupero di organi in più. Organi che sarebbero stati marginali e che invece sono stati recuperati efficamente per il trapianto. Ora per la pratica clinica la nostra innovazione sarà di fatto a disposizione già dal mese di novembre, anche se per il momento è prematuro affermare in quali ospedali sarà possibile».

«Siamo entusiasti di collaborare con Aferetica, con cui già collaboriamo con successo nel campo delle Terapie Intensive, anche per PerLife a partire dall’Italia - ha detto Vincent Capponi, presidente e Cto di CytoSorbents - In Italia vengono effettuati circa 3.600 trapianti all'anno (6.000 pazienti in lista d'attesa, ad oggi) che rappresentano circa Il 10% dello scenario europeo». —

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