Gazzetta di Modena

Modena

l’altra società controllata da lovol  

Goldoni, pure Arbos chiede il concordato Altri 40 lavoratori rischiano il posto

Serena Arbizzi
Goldoni, pure Arbos chiede il concordato Altri 40 lavoratori rischiano il posto

La società crea il know-how dei trattori, sempre a Migliarina Il colpo di scena al termine del nuovo tavolo al MInistero

3 MINUTI DI LETTURA







Fino a ieri pomeriggio la sua posizione è sempre stata più defilata rispetto alla holding capofila, la cinese Lovol, ma che una forte crisi si fosse abbattuta anche sull’azienda “sorella” della Goldoni era evidente. Lo era fin dai primi giorni di settembre: da quando l’allora presidente si era dimesso. Dopo la Goldoni, anche la Arbos chiede il concordato. L’azienda crea il know-how di quelle macchine agricoli che poi saranno prodotte dalla Goldoni. E conta una quarantina di addetti, anch’essi ufficialmente a rischio, ora.

La notizia è stata il colpo di scena del nuovo tavolo al Mise che si è svolto ieri pomeriggio. Un tavolo cui i sindacati si sono collegati dalla sede modenese di Cgil per assistere all’ennesimo defilarsi della proprietà cinese, rappresentata da un terzo, nuovo, dirigente, Shaopu Dan, quando la richiesta di smobilizzare il marchio e i 50 milioni di crediti sono la condizione indispensabile, come anticipato da settimane, per convincere potenziali compratori interessati che, come ripetuto più volte esistono già, a intraprendere l’operazione.

«Anche provando ad arricchire le dichiarazioni di Lovol di contenuti sottintesi, non è cambiato nulla - afferma il sindacalista Cgil Fiom Angelo Dalle Ave - Il marchio Goldoni sarà a disposizione del Tribunale solo qualora si arrivasse all’omologa. Lovol non rinuncia ai suoi crediti. Totale disimpegno economico, ma anche morale dalle sorti della Goldoni e del futuro degli oltre 200 lavoratori e lavoratrici. Solo a fine incontro, quando ormai pareva detto tutto, la novità più tragicamente eclatante. Ha preso la parola un sedicente azionista di Arbos, società con 40 dipendenti e sede nell’area della Goldoni, identificato in teleconferenza solo da un numero telefonico e non da un nome. Costui ha comunicato che la società si appresta a richiedere il concordato. Un atteggiamento, quello di Lovol, Arbos e Co., che ha portato a dichiarazioni di sconcerto anche da parte del sottosegretario Todde, che ha convocato e condotto l’incontro al Ministero dello Sviluppo economico. Un’evidente dimostrazione di indifferenza delle istituzioni, di quelli che sono diventati 250 posti di lavoro e della possibilità almeno di collaborare con il Tribunale per un reale futuro».

Stamattina alle 10 si terrà una assemblea dei lavoratori Goldoni e Arbos davanti allo stabilimento.

«Ci auguriamo – ha rimarcato l’assessore regionale Vincenzo Colla - che le risposte, che non sono arrivate al tavolo vengano date a breve al Tribunale. A precise domande rivolte al nuovo presidente, che si è dichiarato disponibile a trovare tutte le soluzioni, apprendiamo, infatti, che i soci cinesi non gli avrebbero consegnato alcuna dote finanziaria».

«È importante che la vicenda si chiuda tenendo conto dei livelli occupazionali, delle manifestazioni di interesse e di tempistiche compatibili con la gestione della crisi aziendale - rimarca il sottosegretario al Mise Alessandra Todde - Considerato che si tratta di un marchio storico e di un’importante realtà produttiva, tutto il percorso sarà monitorato dal Ministero dello Sviluppo Economico. Se sarà necessario, verranno messi a disposizione dal Mise gli strumenti disponibili per gli acquirenti e il Ministero affiancherà l’impresa entrante nel suo percorso di ristrutturazione. Noi non tollereremo cessioni segmentate o speculazioni che porterebbero all’aggravamento della situazione attuale. Le interlocuzioni devono continuare in maniera sensata e puntuale in modo che, non appena ci saranno novità sulla manifestazione di interesse, il Mise potrà sedersi al tavolo e analizzare tutti gli strumenti a disposizione. Siamo in stretto contato con la Regione e continueremo a vigilare».

Grande delusione anche tra i sindaci Bellelli e Malavasi. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google