«La discarica rimanga sotto sequestro Ci sono troppi reati»
Osservatorio civico: «Sconcertante scelta della Cassazione Il Riesame valuti bene le indagini coordinate dalla Procura»
FINALE
Il sindaco contro la Regione e l’Osservatorio Civico contro la Corte di Cassazione. In una sfida Davide contro Golia, Finale continua la propria mobilitazione per opporsi all’ampliamento della discarica. Dopo le bordate di Sandro Palazzi riflilate alla Regione per le quali le opposizioni hanno espresso dure critiche, stavolta è il portavoce di “Ora tocca a noi”, Maurizio Poletti, che critica la decisione della Corte.
«Il provvedimento preso dalla Corte di Cassazione di accogliere il ricorso di Feronia contro la decisione del Tribunale del Riesame di Modena di mantenere i sigilli posti alla discarica è sconcertante e inaccettabile - si legge nella nota - Le indagini preliminari portate avanti in questi anni dal pm Marco Niccolini hanno fatto emergere una sequela di reati molto gravi che vanno dall’abuso di ufficio ai reati ambientali e ci si chiede come la Corte di Cassazione abbia potuto avere un simile atteggiamento alla luce del fatto che il sequestro preventivo rappresenta una misura precauzionale per evitare che ci potesse essere inquinamento delle prove».
Poletti riesamina le accuse scritte nei primi atti d’indagine. «Sono tante le illegalità che emergono dalle indagini del pm Niccolini a cominciare dal fatto che l’incarico per la gestione della discarica sarebbe stato affidato a Feronia senza alcuna gara, al fine di procurare un ingiusto profitto alla società e ottenere più rifiuti da smaltire - aggiunge - Non solo, ma i monitoraggi effettuati tra aprile e agosto 2019 hanno dimostrato come vi fosse stato un superamento delle concentrazioni dei valori della soglia di contaminazione. A fronte di questa gravissima situazione con evidente pericolo per la salute pubblica, i due dirigenti Arpae indagati avrebbero omesso di inviare a Regione e Comune gli esiti degli accertamenti da cui risultavano superamenti continui dei valori. Ci sono una decina di indagati a vario titolo per abuso d’ufficio, falso ideologico, rifiuto di atti d’ufficio e gravi reati di natura ambientale. Il fatto poi che i dieci indagati siano riconducibili a più enti coinvolti tra cui il Comune di Finale, la società Feronia, la Provincia di Modena e Arpae nei distretti di Carpi e Modena, fa emergere un quadro di insieme molto inquietante. Mi pare che ce ne sia abbastanza per capire che il sequestro preventivo della discarica sia un atto fondamentale». —
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